LE CONDANNE TEATINE
yyGiacomo Matteotti, simbolo del socialismo unitario e dell’antifascimo, fu rapito e ucciso a Roma il 10 giugno 1924 da un gruppo di squadristi. Furono due i moventi più accreditati: le sue denunce...
yyGiacomo Matteotti, simbolo del socialismo unitario e dell’antifascimo, fu rapito e ucciso a Roma il 10 giugno 1924 da un gruppo di squadristi. Furono due i moventi più accreditati: le sue denunce sui brogli elettorali, messi in atto dalla dittatura di Mussolini che stava nascendo, oppure le sue indagini sulle tangenti per la concessione petrolifera alla Sinclair Oil, che tiravano in ballo Arnaldo Mussolini, fratello del duce. Ma c’è un terzo movente industriale di cui parliamo nell’articolo principale.
Il processo per l’omicidio Matteotti si svolse in Corte d’Assise a Chieti dal 16 al 24 marzo 1926. Gli imputati: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo. Solo Dumini, Volpi e Poveromo furono condannati per omicidio preterintenzionale a 5 anni, 11 mesi e 20 giorni. La vedova Matteotti non si costituì parte civile ritenendolo un processo farsa. A difendere gli imputati invece venne mandato a Chieti l’avvocato Roberto Farinacci, segretario nazionale del Partito Nazionale Fascista.

