Le farchie, un inno alla diversità

Il regista Viani: come astronavi pronte a solcare i cieli verso l’ignoto
Sull’accensione delle farchie celebrata a ieri a Fara Filiorum Petri, riceviamo e pubblichiamo dal regista Dino Viani.
A Fara tutto è pronto. Le farchie adagiate per terra nel piazzale antistante al cimitero sembrano delle astronavi pronte a solcare i cieli verso un destino ignoto. I cari defunti non stanno più nelle tombe in attesa che il buio s’impossessi del luogo per potersi prendere l’ennesima libera uscita e confondersi invisibili tra i famigliari e paesani in un abbraccio struggente. La piazzetta di Fara centro è un grande utero che fa sempre più fatica a contenere gli astanti che nel frattempo cantano le litanie. Fra poco la farchia sarà espulsa come in un parto nel vicolo del centro storico seguita da un fiume di persone che l’accompagneranno fino a che il suo destino si compia. Chi ha già visto non vede l’ora di assistere ancora a quello spettacolo di luci e di fuoco. Chi è qui per la prima volta cerca di carpire dai racconti cosa accadrà. Un anno di attesa, una settimana di lavoro, di canne da pulire, spuntare, mettere insieme, i gesti sapienti dei farchiaroli, i bicchieri e i canti. Le risate e i pianti in ricordo di chi non c’è più. È tutto lì, pronto per essere bruciato. Se per molti la condivisione è una scoperta del terzo millennio, un’invenzione di facebook, nella civiltà contadina questa era una regola di vita. Un modo di essere e pensare. Stare insieme pur nelle diversità. La farchia è il simbolo del mondo. Le canne siamo noi nella nostra diversità che prima o poi dobbiamo convincerci che stare insieme si può, soprattutto si deve se vogliamo assistere con stupore allo spettacolo che fa. Da Fara, da questo microcosmo magellense, avamposto di memoria e bellezza, giunge questo urlo, anelito, di pace e di fratellanza tra i popoli. Questo è il messaggio che ci giunge dai nostri padri. E saremo sempre più forti, degni di loro, se avremo la capacità di essere fedeli a questo impegno. Perché solo così facendo saremo in grado di affrontare il futuro. Riconoscerne la strada maestra. Difenderci dalle avversità. Perché la vita non è che un soffio. Una canna che brucia, in un istante.
Dino Viani

