Le gallerie i punti più critici della variante

18 Giugno 2017

Il limite di velocità è di 70 chilometri orari e la distanza di sicurezza è di 100 metri: chi li rispetta?

FRANCAVILLA AL MARE. Giorgio, Nicole, Maria Alba e Francesco, Vito la scorsa notte. Sono alcuni dei nomi che quella strada ha strappato alla vita in questi anni. E poi tanti, tantissimi, i feriti in incidenti di più lieve entità mentre altri, come quello della scorsa notte, hanno avuto un epilogo fatale. Questione di sicurezza dell’impianto, di errore alla guida, di distrazione o di mancato rispetto del codice della strada? Forse tutte queste cose insieme, ma il denominatore comune di tutte queste cause ha il nome della tragedia.
La variante Anas che attraversa Francavilla e la collega a Ortona da un lato e a Pescara dall’altro, ha l’assoluto pregio di aver snellito il traffico veicolare cittadino, prima sovraccaricato nel centro abitato di Francavilla ed ora più fluido, ma anche qualche risvolto della medaglia. Inaugurata nel 2007, l’arteria ha una lunghezza totale di 11 chilometri circa, che incontrano due gallerie: la prima da sud, Le Piane, lunga 1.900 metri, poi 200 metri di strada scoperta, poi la galleria San Silvestro, lunga 3.600 metri. Costò 180 milioni di euro, e la sua manutenzione, sin dall’inizio, non è stata di poco conto. Le gallerie i punti più critici: le infiltrazioni di acqua lungo le pareti hanno richiesto più volte interventi anche costosi per i ripristini. Nelle gallerie realizzate sulla tangenziale di Pescara è presente una falda che trasuda acqua sulle pareti alimentando pozzanghere sul nastro d’asfalto e, spesso, scavava vere e proprie voragini. Esposti, interrogazioni parlamentari, procure interessate. Tra il 2013 ed il 2015, poi, Anas ha appaltato lavori per diversi milioni di euro, circa cinque, per risolvere e contenere il problema. I tunnel di Francavilla, poi, non hanno la doppia canna, tipologia che rispecchia il modello di galleria che si avvicina alla ricerca della massima sicurezza e dunque al massimo costo. Questo significa che all’interno bisogna procedere a un massimo di 70 chilometri orari, mantenendo una distanza di sicurezza dagli altri veicoli di 100 metri. Cosa che purtroppo, spesso, non è.
L’andatura è più sostenuta, si azzardano sorpassi, ci si avvicina troppo al veicolo che precede o, peggio, ci si mette alla guida in condizioni psicofisiche non ottimali, anche un’occhiata al cellulare può in un centesimo di secondo risultare fatale. Più volte in passato è stata richiesta l’installazione di telecamere, di sorpassometri, di dispositivi che possano funzionare da deterrente per comportamenti scorretti.
Paola Toro
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