Le imprese ripartono dopo l’emergenza

24 Settembre 2020

Ottimismo da AssoVasto: segnali positivi nel terzo trimestre dell’anno. Bene il comparto manifatturiero e metalmeccanico

VASTO . Gli effetti negativi del Covid sulle imprese cominciano a diradarsi. Cauto ottimismo da parte di AssoVasto, l’associazione industriali del Vastese. «I segnali di ripresa ci sono», dice Giuseppe La Rana, direttore di AssoVasto. Pietro Marino, responsabile dell’agenzia marittima vastese (Agm), in base ai movimenti portuali è d’accordo con La Rana. Paolo Primavera, presidente provinciale di Confindustria non nega i segnali di ripresa ma bacchetta gli enti pubblici. «Basta smart working. Gli interlocutori pubblici sono spariti, per le imprese è un danno», dice.
Gli effetti del coronavirus hanno influito giocoforza su produzione, ordini e fatturato delle imprese vastesi nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La voglia di ripresa trapela comunque nel terzo trimestre. «I segnali di ripresa ci sono», conferma il direttore La Rana. «La maggioranza degli imprenditori non prevede cassa integrazione. Bene il comparto manifatturiero e metalmeccanico. Alcuni settori come l’edilizia e l’artigianato, che erano rimasti bloccati, confidano in un futuro migliore. Grandi le aspettative per il Recovery fund e l’Ecobonus 110%. Tante le aziende che hanno lavorato ad agosto». In tenuta il dato sull’occupazione, in parte comunque influenzato dal blocco dei licenziamenti e dalla sospensione dell’obbligo di causale per il rinnovo della proroga dei contratti a tempo determinato. I nuovi contagi di coronavirus preoccupano ma non fermano le attività. «Le aziende», dice La Rana, «hanno raddoppiato i controlli. I dipendenti del settore privato saranno sottoposti a continui controlli. La produzione andrà avanti». Positivo anche il giudizio degli operatori portuali. Grazie a colossi come la Sevel, l’attività del bacino di Punta Penna non risente della crisi.
«L’autunno», dice Marino, «è sempre stato una stagione di lavoro e settembre 2020 non è stato diverso dal passato». Il presidente di Confindustria Chieti, Primavera, è più cauto sulla ripresa anche se evidenzia il grande impegno delle aziende private. «Purtroppo», aggiunge, «il grande impegno dei privati viene spesso intralciato dalla burocrazia. Il mondo delle aziende private e il settore pubblico navigano a velocità diverse. Il privato accelera, il pubblico continua a stare in smart working. Molti interlocutori pubblici sono spariti e questo allunga i tempi per qualsiasi operazione o autorizzazione. I rischi di contagio sono gli stessi nel pubblico e nel privato. E allora perché il pubblico si avvale ancora dello smart working? Gli enti pubblici contribuiscano alla ripresa tornando ad operare come prima».