Le imprese scrivono all’Arap «Dateci luce, acqua e asfalti»

13 Maggio 2021

SAN SALVO. Multinazionali niente affatto entusiaste delle condizioni dell'area industriale che preferiscono altri siti esteri. Imprenditori locali costretti a sopportare infiniti disagi a causa della...

SAN SALVO. Multinazionali niente affatto entusiaste delle condizioni dell'area industriale che preferiscono altri siti esteri. Imprenditori locali costretti a sopportare infiniti disagi a causa della mancanza di servizi che comunque pagano. Facendo proprie le esigenze degli industriali del territorio, il presidente dell'AssoVasto, Alessandro Grassi, ha inviato una lettera al presidente di Arap Abruzzo, Giuseppe Savini, chiedendo che gli introiti riscossi a Piana Sant'Angelo(compresi i 3,7 milioni di euro di Amazon) vengano utilizzati per Piana Sant'Angelo e non per colmare mancanze gestionali di altre aree. "
«L’associazione che presiedo», ha ricordato Alessandro Grassi, «rappresenta prevalentemente le piccome e medie industrie del territorio di Vasto e San Salvo e ha accolto con grande soddisfazione la notizia dell’avvento di Amazon che andrà finalmente ad occupare uno spazio per tanti anni inutilizzato. Quell’area, strategica per il territorio, ideata e finanziata con fondi pubblici», prosegue la lettera, «ora è stata ceduta per circa 3,7 milioni di euro che hanno accresciuto le casse finanziarie dell’Arap. Mi preme rappresentarle che noi imprenditori del Vastese abbiamo già pagato il prezzo dell’accorpamento dei consorzi industriali. Ricorderà bene che il Coasiv vantava un forte attivo di bilancio che è andato a ripianare i debiti di altre aree industriali abruzzesi con l’assordante silenzio di tanti attori coinvolti nell’operazione. Non possiamo oggi, presentarci come area industriale competitiva ed all’avanguardia e poi avere evidenti lacune come buche nell’asfalto, illuminazione carente quando non addirittura inesistente, erba rigogliosa che se non fosse per gli imprenditori o per i Comuni stressati da noi stessi non sarebbe mai sfalciata. Per non parlare del problema dell’approvvigionamento idrico, della doppia imposizione (Comune/Arap) sui canoni consortili e della via Verde. Tematiche su cui occorrerebbe un tavolo di concertazione constante. Spero, anzi le chiedo», scrive Grassi a Savini, «che anche l’introito frutto della vendita dell’autoporto venga utilizzato totalmente per le nostre aree industriali, per migliorare i servizi che facciamo fatica ad individuare o, in estrema ratio, per ridurre i canoni che le nostre imprese annualmente subiscono. Non vorremmo ancora una volta», conclude Grassi, «trovarci davanti all’ennesima distrazione di risorse del nostro territorio che probabilmente andranno a colmare mancanze gestionali di altre aree». (p.c.)
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