Le lacrime della mamma: non volevano farsi male

Gina Primavera non si dà pace: Matteo non c’è più e Giuseppe avrà per sempre la vita distrutta, alle famiglie dico di non litigare neanche per motivi banali
MIGLIANICO . «Matteo non c’è più. Giuseppe avrà per sempre la vita distrutta». Gina Primavera, 56 anni, non ha pace. Non può avere pace: il figlio minore si è arreso, dopo due giorni di coma, in un letto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara; quello maggiore è agli arresti domiciliari per aver ucciso il fratello colpendolo alla testa con un rullo da pittore. Adesso gli altri tre figli, Emanuele, Katia e Marco, non lasciano sola neanche un secondo questa donna che, nel giro di due giorni, si è vista crollare il mondo addosso. «Un figlio non dovrebbe mai andarsene prima della madre», dice Gina. L’interrogatorio del figlio Giuseppe è finito da un paio d’ore. Ma ora non è il momento di entrare nella ricostruzione di una tragedia che ha distrutto una famiglia intera e ha varcato i confini della piccola Miglianico. È solo il momento del dolore e del ricordo. «Matteo», racconta Gina, «scherzava sempre. Mi abbracciava e mi tirava su come un sacco di patate». Immagini di vita quotidiana che, a parlarne ora, spezzano il respiro di una donna già provata dalla morte del marito, avvenuta un anno fa. «Dopo aver saputo che c’era la possibilità di donare gli organi, abbiamo riflettuto un attimo. Poi, consultati i miei figli, è arrivata l’autorizzazione: vogliamo che un pezzo di Matteo resti con noi». Giuseppe, che ha ammesso di aver colpito il fratello minore al culmine di una discussione, si dispera a casa di Emanuele, dove è agli arresti. «Giuseppe è buono, molto buono», dice Gina con la dolcezza di cui solo le mamme sono capaci. «Ora cerchiamo di stargli vicino il più possibile. Non avrebbe mai voluto fare del male al fratello. È stato un tragico incidente». Poi, la donna ha la forza di lanciare un messaggio: «Dopo l’incubo che sto vivendo in prima persona, a ogni famiglia dico di vivere in tranquillità e di evitare liti anche apparentemente banali». Familiari e amici hanno organizzato una raccolta fondi su internet per aiutare Gina.
Katia, anche lei madre da qualche mese, sfoga il suo dolore scrivendo una lettera al fratello Matteo. «Non si può credere che tu, con la forza di un leone, non sei più tra noi. Chi ti conosceva sa che tipo eri: non avevi paura di niente con il sorriso sempre sul viso, i tuoi occhi sempre luminosi, il tuo modo di fare un po’ così. Ti amavano tutti perché, anche se sembravi un gran duro, in realtà avevi un cuore d’oro. Mi mancherà vederti entrare a casa mia urlando e cantando, mi mancherà vederti fare le facce buffe con la tua nipotina Arianna, che rideva solo con te. Spero che dove sei ora non farai troppo casino. So che farai esasperare papà, che ti chiederà: che ci fai qui? Porta il tuo sorriso anche lì e fai ridere tutti. Sei l’angelo più bello del paradiso». (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

