Le manette scattarono a marzo del 2017

13 Febbraio 2019

Le indagini sugli abusi sessuali nei confronti dei piccoli atleti sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile di Chieti. Il sostituto commissario Bruno Gasbarri e gli ispettori superiori...

Le indagini sugli abusi sessuali nei confronti dei piccoli atleti sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile di Chieti. Il sostituto commissario Bruno Gasbarri e gli ispettori superiori Nicola Di Nicola e Fabrizio Purgatorio, in servizio nella sezione specializzata per i reati contro i minori, hanno raccolto la denuncia di una prima mamma che aveva portato il figlio in ospedale. Nel giro di poche settimane, grazie agli accertamenti degli investigatori, è stato possibile ricostruire nel dettaglio il quadro delle violenze e, soprattutto, evitare che si ripetessero episodi analoghi. Così, il 22 marzo del 2017, Riccardo Furgiuele è stato arrestato ed è finito in carcere con l’accusa di aver abusato di tre piccoli atleti. Poi, il cerchio si è ulteriormente allargato. I racconti dei bambini sono stati cristallizzati durante l’incidente probatorio: la psicologa Gloria Colabufalo ha ritenuto credibili tutte le testimonianze. Il medico legale Cristian D’Ovidio, nominato consulente dalla procura, ha confermato in aula che quanto riportato sul certificato dai sanitari del pronto soccorso era compatibile con una violenza sessuale. Non solo: è probabile che gli abusi si fossero ripetuti più volte. (g.let.)