Le opere inutili o a rischio? Ponte Aca e muro in bilico

I casi di contrada Foro: un traliccio per i tubi dell’acqua mai entrato in funzione e la frana sulla stradina che costeggia la Statale. I residenti chiamano il Centro
ORTONA. Opere pubbliche inutilizzate che danneggiano alcuni cittadini, strade che potrebbero mettere a rischio l’incolumità delle persone. I lettori del nostro quotidiano ci hanno segnalato due casi in contrada Foro, a Ortona. Il primo problema riguarda l’appello che una famiglia lancia all’Aca. Chiedono risposte dall’Azienda comprensoriale acquedottistica su alcune decisioni che tardano ad arrivare. Parliamo di un’opera per la rete idrica costruita su un’area della signora Antonietta Di Sciascio, poi abbandonata, e che adesso sta creando disagi alla proprietaria. Siamo lungo contrada Foro, in località Molino, e il disegno iniziale di attraversamento dell’acqua pronosticava il passaggio delle tubazioni su quel terreno privato. Sull’appezzamento era stato costruito a suo tempo una sorta di ponte a traliccio, una struttura in ferro sorretta da due pilastri in cemento su cui posizionare i tubi della rete acquifera. Successivamente, però, il percorso dell’acqua ha subito una modifica che non ha più previsto l’attraversamento delle tubazioni sul terreno in questione.
E così quel ponte, ad oggi inutilizzato, crea solo problemi ai proprietari del terreno: «Visto che la rete idrica non passa più di qui, abbiamo chiesto diverse volte all’Aca se questa struttura potesse essere rimossa», fa sapere la famiglia interessata, «ma non abbiamo ottenuto mai risposta. L'opera ci dà difficoltà sia nel coltivare il terreno che nel trovare acquirenti. Infatti vorremmo venderlo ma i possibili compratori, notando la presenza di questa sorta di ponte, rinunciano ad ogni trattativa. Ci appelliamo all’Aca affinché prenda in considerazione la nostra proposta e ci faccia sapere qualcosa dopo anni in cui si è mostrata totalmente indifferente».
Ma non è tutto. Contrada Foro, infatti, deve fare i conti anche con l’ennesima strada pericolosa di un territorio devastato dalla “rivolta della natura”. Parliamo di una piccola via che costeggia la Statale 16, una stradina che permette di arrivare dritti alla spiaggia del posto. All’imbocco della stessa, una parte della parete sta cedendo: un movimento franoso di terra e cemento che potrebbe degenerare da un momento all’altro. Chi conosce la zona assicura: «Sono anni che è in tali condizioni».
Ed allora crediamo sia opportuno che chi di dovere provveda alla sua sistemazione.
Alfredo Sitti
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