Le patate del paese salvate dalla coop La storia in un libro

15 Agosto 2019

PIZZOFERRATO. C’è anche Pizzoferrato nell’ultimo libro di Francesco Erbani, “L’Italia che non ci sta”, edito da Einaudi. “Le patate di Pizzoferrato-Tutto il paese è comunità”, questo è il titolo del...

PIZZOFERRATO. C’è anche Pizzoferrato nell’ultimo libro di Francesco Erbani, “L’Italia che non ci sta”, edito da Einaudi. “Le patate di Pizzoferrato-Tutto il paese è comunità”, questo è il titolo del capitolo. Erbani è giornalista di Repubblica, dove lavora nelle pagine culturali. “L’Italia che non ci sta” è un viaggio in luoghi in cui è possibile osservare un’Italia in movimento, che ripopola luoghi abbandonati e custodisce un bene culturale. Il capitolo parla della cooperativa Ajavdè, cioè voglio vedere. Presidente è Andrea Tarantini e primi soci sono il parroco don Vincenzo e il sindaco Palmerino Fagnilli. La coop offre vari servizi, promuove le produzioni, ha una sede, un locale al piano terra del Municipio, messo a disposizione dall’amministrazione comunale, che la cooperativa, grazie a un contributo di 30mila euro dato da Confcooperativa, ha ammodernato e allestito un punto vendita. «Numerosi coltivatori hanno raccolto il nostro invito», afferma Fagnilli, «e ciò che è positivo è la presenza di molti giovani. Continuiamo l’impegno nella promozione e coltivazione delle colture di alta quota, abbiamo creato un marchio, abbiamo messo a disposizione, alla coop, 12 ettari di terreno a diverse altimetrie che saranno utilizzati dagli agricoltori per produrre, oltre che nei loro terreni, i prodotti di alta montagna». Lenticchie, fagioli “suocera e nuova” e quelli “40 giorni”, patate rosse e bianche, genziana, nocciole, cipolle, miele, oltre che salumi e formaggi, la cooperativa gestisce queste produzioni con un marchio; i produttori possono conservare una parte del raccolto per le proprie esigenze e un’altra parte darla alla cooperativa e i prezzi sono concordati dagli stessi produttori.
Matteo Del Nobile