Le piste senza neve: in montagna stagione ormai compromessa

Delusione per operatori e appassionati di sci e snowboard Pesa la mancanza di un impianto di innevamento artificiale
CHIETI. Una stagione turistica invernale, sulla Majelletta, che non si ricordava da tempo. In senso, purtroppo, negativo. Poche speranze, a dire il vero un po’ ovunque, circa l’arrivo della ormai sempre più preziosa coltre bianca con grande delusione di tutti, operatori economici e appassionati di sci e snowboard, dopo che a gennaio, consegnato agli archivi un periodo natalizio al verde, per qualche settimana avevano preso a girare, su circa trenta centimetri di neve, due sciovie in località Mammarosa, la seggiovia triposto del Panorama a Passolanciano, lo skilift della Chiesetta e quello delle sciovie Piano dei Fondi con grande impegno da parte di tutti gli impiantisti per rendere comunque agibili le piste. Negli ultimi giorni si era arrivati anche all’apertura dello ski-lift adiacente il Rifugio Pomilio, nella parte più alta del comprensorio, per consentire il lavoro dei maestri di sci con le scolaresche e gli ospiti degli alberghi in cui non erano comunque mancate le prenotazioni. Poi, la mancanza di ulteriori precipitazioni e le temperature inusuali per il periodo hanno costretto alla resa riproponendo fatalmente il discorso relativo alla mancata realizzazione di un impianto per l’innevamento artificiale peraltro previsto in un piano di rilancio della Regione, sostenuto da interventi per oltre 22 milioni di euro legati, nel 2016, ai finanziamenti del Masterplan Abruzzo che prevedono anche l’attesissima realizzazione del collegamento sci ai piedi, attraverso una seggiovia ad ammorsamento automatico, tra i due bacini (Passolanciano e Mammarosa) in cui è divisa la località. «Nei giorni scorsi, con un deciso abbassamento delle temperature», afferma Francesco Jubatti, titolare degli impianti di Majelletta We, «abbiamo avuto oltre 48 ore utili a mettere in azione un eventuale impianto per l’innevamento artificiale che avrebbe in ogni caso garantito il proseguimento della stagione. Il rammarico è grande con la convinzione che questo comprensorio, dotato di enormi potenzialità, abbia bisogno di decisioni forti». Sicuramente forti quanto improcrastinabili, recente la polemica, da parte del senatore Luciano D’Alfonso, circa la mancata attuazione dei vari provvedimenti inseriti a suo tempo nel Masterplan. «L’iter per gli interventi, pur spacchettati in sette lotti e senza unitarietà progettuale», spiega il consigliere regionale Mauro Febbo, «è stato comunque portato avanti superando veti ed ataviche rivalità territoriali. Poi, a seguito della pandemia, il governo ha chiesto alla regioni un atto di solidarietà chiedendo la restituzione delle somme non ancora spese o impegnate del Masterplan. Fondi ora tornati a disposizione, peraltro con un incremento fino a 25 milioni e 800 mila euro, chiuse le schede progettuali con relative autorizzazioni fatta eccezione per quanto riguarda la localizzazione dei bacini di raccolta delle acque necessarie per l’impianto di innevamento programmato». Nel progetto è prevista anche la realizzazione di parcheggi in zone adiacenti le piste, altra decisione più volte rimandata che dovrebbe risolvere un problema che spesso porta al blocco, durante la mattina, degli accessi in quota. Intanto le previsioni meteo non confortano a breve alcuna speranza, non resta che incrociare le dita con lo sguardo rivolto magari all’orizzonte dal quale sono solite arrivare, dai Balcani, precipitazioni in grado di assicurare alla località “affacciata sul mare”, che spazia dai 1340 metri di Passolanciano ai circa 2000 metri delle antenne sovrastanti il Rifugio Pomilio, degli innevamenti da record per quanto riguarda gli Appennini.
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