Le primi infiltrazioni già nel 2007

I commercianti: «Lo Stato c’è, la sicurezza è indispensabile per fare impresa»
VASTO. La malavita è tornata nel Vastese. O meglio: non è mai andata via. Da 15 anni la città è costretta a difendersi dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. I primi segnali inquietanti arrivarono tra il 2007 e il 2008. Furono le operazioni Histonium e Histonium 2 a dare la misura del fenomeno: incendi, attentati dinamitardi ai danni di imprenditori onesti, minacce, estorsioni, pestaggi a chi si rifiutava di pagare. L’inchiesta fu rivelatrice del meccanismo di colonizzazione mafiosa: piccoli nuclei criminali cercavano di mettere le tende in un nuovo territorio. A quelle operazioni ne sono seguite altre. Lunedì
«Sono anni», dice Riccardo Alinovi, referente dell'associazione Codici, «che denunciamo la presenza dei racket a Vasto. Non è solo San Salvo a rischio. Droga, armi e usura ci spaventano. Alla politica chiediamo di avere il coraggio di affrontare il problema criminalità evitando che metta radici. Un passo fondamentale è salvare il tribunale e la procura».
La presenza dello Stato a Vasto e nel Vastese è ribadita da Gianni Cordisco, ex segretario provinciale del Pd. «L’ultimo blitz», dice Cordisco, «conferma l’importanza della presenza dello Stato in quest’area. Si chiede alla politica un atteggiamento socialmente inclusivo. L’amministrazione di San Salvo spesso non ha dato spazio a temi sociali utili a prevenire determinati fenomeni. Il controllo del territorio è una priorità ed è fondamentale scongiurare la chiusura dei presidi di legalità», conclude l’esponente del Partito democratico.
Sollevati ma anche preoccupati gli operatori economici della riviera vastese. «Quello che sta emergendo dall’ultima inchiesta sfociata nel blitz di lunedì», dice Piergiorgio Molino, presidente dell'associazione Vivere Vasto marina, «dovrebbe far riflettere sull’importanza di mantenere aperto il tribunale. Vasto ha bisogno di sicurezza. Chiuderlo significherebbe impoverire ulteriormente le difese della città e del territorio. Non si può immaginare di fare impresa senza avere la certezza di sicurezza», termina il rappresentante dei commercianti.
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