le tappe
12 GIUGNO DEL 2018LA GIOVANE DI 26 ANNI ABORTISCE IN CASA E TELEFONA AL 118: TRASPORTATA IN OSPEDALE, RACCONTA DI ESSERE AL QUINTO MESE DI GRAVIDANZA. MA IN REALTÀ È ALL’OTTAVO. LA DONNA E IL...
12 GIUGNO DEL 2018
LA GIOVANE DI 26 ANNI ABORTISCE IN CASA E TELEFONA AL 118: TRASPORTATA IN OSPEDALE, RACCONTA DI ESSERE AL QUINTO MESE DI GRAVIDANZA. MA IN REALTÀ È ALL’OTTAVO. LA DONNA E IL COMPAGNO VENGONO INDAGATI, COME ATTO DOVUTO, PER OMICIDIO VOLONTARIO AGGRAVATO.
15 GIUGNO DEL 2018
DALL’AUTOPSIA ESEGUITA DAL MEDICO LEGALE CRISTIAN D’OVIDIO E DAL NEONATOLOGO CARMINE D’INCECCO EMERGE CHE IL BAMBINO È NATO MORTO. INOLTRE L’ASSUNZIONE DI METADONE E DROGHE DA PARTE DELLA 26ENNE NON È STATA LA CAUSA DEL DECESSO.
24 LUGLIO DEL 2020
IL GIUDICE ANDREA DI BERARDINO RESPINGE LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE PRESENTATA DAL SOSTITUTO PROCURATORE LUCIA ANNA CAMPO E DISPONE CHE IL PM FORMULI ENTRO 10 GIORNI L’IMPUTAZIONE NEI CONFRONTI
DELLA DONNA E DEL COMPAGNO.
LA GIOVANE DI 26 ANNI ABORTISCE IN CASA E TELEFONA AL 118: TRASPORTATA IN OSPEDALE, RACCONTA DI ESSERE AL QUINTO MESE DI GRAVIDANZA. MA IN REALTÀ È ALL’OTTAVO. LA DONNA E IL COMPAGNO VENGONO INDAGATI, COME ATTO DOVUTO, PER OMICIDIO VOLONTARIO AGGRAVATO.
15 GIUGNO DEL 2018
DALL’AUTOPSIA ESEGUITA DAL MEDICO LEGALE CRISTIAN D’OVIDIO E DAL NEONATOLOGO CARMINE D’INCECCO EMERGE CHE IL BAMBINO È NATO MORTO. INOLTRE L’ASSUNZIONE DI METADONE E DROGHE DA PARTE DELLA 26ENNE NON È STATA LA CAUSA DEL DECESSO.
24 LUGLIO DEL 2020
IL GIUDICE ANDREA DI BERARDINO RESPINGE LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE PRESENTATA DAL SOSTITUTO PROCURATORE LUCIA ANNA CAMPO E DISPONE CHE IL PM FORMULI ENTRO 10 GIORNI L’IMPUTAZIONE NEI CONFRONTI
DELLA DONNA E DEL COMPAGNO.

