Le udienze si fanno in webcam «Così la giustizia non si ferma»

Primo procedimento con giudice, pubblico ministero e avvocato collegati in videochat «Era come se fossimo in aula, nessun intoppo». L’Ordine forense favorevole: «È il futuro»
CHIETI. Le udienze si fanno a distanza, attraverso la webcam di un computer. Senza neppure mettere piede nell’aula di tribunale. È la giustizia ai tempi del coronavirus: a Chieti il debutto c’è stato negli ultimi giorni. Giudice, cancelliere, avvocato e pubblico ministero: tutti connessi in videochat, come milioni di italiani che ogni giorno si tengono in contatto con i loro cari grazie a smartphone e pc dopo l’entrata in vigore delle norme governative che vietano gli spostamenti. L’«udienza virtuale» è stata possibile dopo il protocollo d’intesa firmato dal presidente del tribunale Guido Campli, dal procuratore capo Francesco Testa e dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Chieti Goffredo Tatozzi. A seguito del rinvio di tutte le udienze in calendario, la «trattazione telematica» è contemplata – come previsto dal decreto Cura Italia – per tutti i procedimenti urgenti. «Ben venga lo svolgimento con modalità telematica delle udienze civili e penali purché, naturalmente, non siano in alcun modo limitati i diritti degli interessati», sottolinea l’avvocato Tatozzi. «Si tratta di una innovazione notevole, che rappresenta il futuro, ma è anche la dimostrazione che noi avvocati non vogliamo fermarci, che vogliamo andare avanti pur nel momento di emergenza che sta vivendo l'Italia, che non ci possiamo fermare ma che vogliamo lavorare nel rispetto delle norme».
A inaugurare l’innovativo sistema, messo in campo per tutelare la salute di tutti, è stato il giudice Andrea Di Berardino, che ha accolto la richiesta di trattazione di un incidente di esecuzione che riguardava la rideterminazione della pena inflitta a un cittadino albanese, detenuto nel suo Paese d’origine e in attesa di estradizione dopo una condanna definitiva a 5 anni e 4 mesi di carcere per spaccio di droga. Il difensore dell’indagato, l’avvocato Roberto Di Loreto, ha chiesto uno sconto di pena alla luce di una recente sentenza della Corte costituzionale. E il tribunale ha deciso di fissare l’udienza in via telematica, utilizzando l’applicazione Microsoft Teams. Così, alle tre di pomeriggio in punto, il giudice Di Berardino, il procuratore Testa e il legale del condannato si sono collegati da postazioni esterne all’ufficio giudiziario. L’unico ad essere presente in tribunale è stato il cancelliere, che ha redatto il verbale, al quale è stato poi allegato il file della videoregistrazione dell’intera udienza. Per la cronaca, la condanna è stata ridotta a quattro anni.
«È andato tutto per il verso giusto, era come se fossimo in aula», racconta l’avvocato Di Loreto. «I diritti difensivi sono stati totalmente garantiti. In un momento di emergenza, è questa la strada da seguire per garantire lo svolgimento dei procedimenti urgenti».
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