Legambiente contro il gasdotto «Non è un’opera necessaria»

2 Luglio 2018

LANCIANO . Doccia fredda su 26 comuni di tre provincie e due regioni, tra cui anche Lanciano, da parte del Mise, il ministero dello Sviluppo economico che ha dato via libera al decreto che autorizza...

LANCIANO . Doccia fredda su 26 comuni di tre provincie e due regioni, tra cui anche Lanciano, da parte del Mise, il ministero dello Sviluppo economico che ha dato via libera al decreto che autorizza il metanodotto Larino-Chieti. L’opera, una sorta di “autostrada del gas” nata per collegare tra di loro i vari stoccaggi del metano presenti e in via di realizzazione in Abruzzo, Molise e Marche, è lunga 110 chilometri ed è stata osteggiata da Comuni e associazioni ambientaliste. In questi anni ci sono state ferme prese di posizione anche dalla politica, con vari Comuni, tra cui Lanciano, che hanno deliberato contro l’opera. L’amministrazione Pupillo ha anche detto no alla cifra (100mila euro per 12 chilometri) offerta dalla società proponente, la Sgi (Società gasdotti Italia) come ecoristoro. «Il gasdotto», dice Luzio Nelli di Legambiente Abruzzo, «non è strategico ai fini dei consumi del gas che sono drasticamente diminuiti, ma è strumentale solo per chi lo realizza, in quanto per stessa ammissione del proponente serve a connettere le aree per realizzare pozzi di stoccaggio. Tutto questo sarà meramente funzionale alle sole logiche privatistiche e di mercato e non di servizio pubblico. Va ricordato che la Sen, strategia energetica nazionale, prevede la totale decarbonizzazione entro il 2025 con il raggiungimento del 55% dei consumi energetici da fonti rinnovabili (184 miliardi di chilowattore all’anno). Per raggiungere questi obiettivi bisogna aumentare del 70% l’energia prodotta da fonte rinnovabile cioè dovremmo raddoppiare la potenza fotovoltaica installata, e invece si sta andando nella direzione totalmente contraria». Il metanodotto attraverserebbe 26 comuni delle provincie di Chieti, Pescara e Campobasso (Cupello, Furci, Monteodorisio, Scerni, Pollutri, Casalbordino, Paglieta, Lanciano, Castel Frentano, Orsogna, Poggiofiorito, Filetto, Casacanditella, Bucchianico, Casalincontrada, Chieti, Cepagatti, Rosciano, Pianella. In Molise: Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna, Mafalda) e numerose aree protette a livello europeo tra cui 16 Sic (siti di interesse comunitario) e 1 zona a protezione speciale». «Riuscirà questo governo», conclude Legambiente, «a fermare nella nostra regione la deriva di un’eccessiva infrastrutturazione del gas (estrazione lago di Bomba con annessa raffineria comune di Paglieta e centrale Snam di Sulmona)? Se continuiamo a far finta di scegliere, continuando a puntare sul gas la rivoluzione energetica si fermerà e con essa anche le già deboli politiche inerenti i cambiamenti climatici».
Daria De Laurentiis