Legata e violentata: aguzzino a processo

Trentenne romena costretta a venire in Italia e segregata per un mese in un appartamento a 10 chilometri da Lanciano
LANCIANO . Più di un mese di assoluto terrore: violentata, picchiata, legata mani e piedi, portata di forza dalla Romania in Italia, rinchiusa e segregata in casa. Minacciata costantemente di morte con coltelli e forbici puntati in faccia. È stato rinviato a giudizio dal giudice per la udienze preliminari Giovanni Nappi, al 22 aprile 2020 L.P. bulgaro di 35 anni da anni residente nell’hinterland frentano con le accuse di sequestro di persona, maltrattamenti e violenza sessuale verso l’ex compagna. L’inferno per la donna, romena trentenne, è iniziato l’11 settembre 2017 quando l’uomo di forza l’ha presa dalla Romania ficcata nella sua auto a cui «aveva preventivamente rimosso le manovelle delle portiere per evitare l’apertura dall’interno», e portata contro la sua volontà in Italia. In casa dell’uomo sarebbe arrivata alle 20 del 12 settembre 2017, giorno in cui l’inferno è proseguito nell’appartamento che L.P. ha a una decina di chilometri da Lanciano. Qui, come raccontato in aula dal sostituto procuratore Francesco Carusi, la donna è stata rinchiusa fino al 13 ottobre 2017. L.P. le impediva di uscire da sola, di vedere gente e la maltrattava. Parolacce, offese, minacce di morte col coltello e una forbice per la potatura puntati contro. «La prendeva a schiaffi e pugni al volto, le legava mani e piedi e la attaccava al gancio di traino dell’auto mentre le diceva: «Se fai quello che ti dico non ti faccio del male, altrimenti ti ammazzo». Guidava in modo imprudente tanto da rischiare di uscire fuori strada: «Visto che non riesco ad ammazzarti da sola, lo faccio buttandomi fuori strada così moriremo assieme». Poi in casa faceva di lei quello che voleva; l’ha violenta ripetutamente. Un incubo. La donna è riuscita a fuggire dal suo aguzzino il 13 ottobre e poi a sporgere denuncia ai carabinieri. Rappresentato dall’avvocato Errico Sacco, l’uomo respinge le accuse ma dovrà dimostrare a processo la sua posizione e dimostrare che non si è macchiato delle gravi colpe di cui è accusato.
Un’altra inchiesta di violenza è quindi approdata in tribunale dove dall’inizio dell’anno sono in corso 3 procedimenti per violenza sessuale addirittura su minori: quella di un nonno, 69enne, che avrebbe abusato della nipotina di 10 anni e avrebbe tentato una violenza verso una nipote acquista di 12 anni. C’è il caso del nonno 80enne che avrebbe abusato della nipote di 11 anni, nel dicembre 2018. C’è poi un’inchiesta di violenza su una bimba di 9 anni, che sarebbe stata molestata da un 19enne in una biblioteca di un comune vicino Lanciano.
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