Legionella a Odontoiatria Attività sospese da 3 mesi

Il direttore dell’ufficio tecnico della Asl Cau: attendiamo l’arrivo di filtri speciali che fanno da barriera al batterio, sicura l’acqua erogata in tutti gli altri reparti
CHIETI. Il pericolo legionella ferma il reparto di Odontoiatria dove, da luglio, le prestazioni sanitarie si limitano solo a interventi che non necessitano l’attivazione della strumentazione elettronica dove l’uso dell’acqua è fondamentale. Niente cura per le carie e neppure piccoli interventi di carattere chirurgico che interessano le gengive.
Un fermo forzato che si traduce in disagio per i pazienti.Molti dei quali in attesa, ormai da tre mesi, di sottoporsi a cure odontoiatriche ordinarie e complesse. E che il pericolo della legionella alberghi ancora negli impianti idrici del policlinico dopo le l’allarme scattato il 31 maggio scorso e gli immediati interventi di bonifica, si evince anche dai cartelli esposti a Odontoiatria che vietano ai pazienti di utilizzare l’acqua dei rubinetti nei bagni.
«La restrizione» assicura il direttore generale della Asl teatina, Pasquale Flacco «riguarda solo quel reparto che, peraltro, non presenta un grande afflusso di pazienti anche in condizioni normali».
Ma per Aldo Cerulli, responsabile regionale di Cittadinanzattiva il pericolo legionella non sarebbe stato del tutto scongiurato.
«So che in reparto vengono utilizzati flaconi e flaconi di acqua ossigenata e liquido fisiologico in alternativa all’acqua, ma credo sarebbe opportuno cercare di capire l’origine dell’infezione e scoprire il focolaio dal quale il batterio si sviluppa». Impresa non facile secondo i tecnici della Asl che dal mese di luglio stanno combattendo in prima linea una guerra definita impari. «Si tratta di un nemico subdolo che si riproduce in modo veloce e che si infiltra ovunque grazie alle sue ridottissime dimensioni» ammette Francesco Cau, dirigente dell’ufficio tecnico della Asl «noi stiamo seguendo alla lettera e in modo scrupoloso tutte le prassi dettate dalle nuove normative in materia di sicurezza e con buoni risultati. L’acqua che viene erogata in tutti gli altri reparti ospedalieri è sicura perché sottoposta a continuo monitoraggio e a periodici interventi di disifezione chimica. Oltre all’adozione di speciali filtri che impediscono il passaggio fisico del batterio negli impianti idrici».
Ma per mettere in sicurezza l’acqua utilizzata nel reparto di Odontoiatria occorrono filtri speciali già ordinati dalla Asl, ma che tardano ad arrivare a destinazione.
«Abbiamo la necessità di un filtro elettromedicale compatibile con le apparecchiature utilizzate nel reparto, ma dobbiamo fare i conti con le lungaggini delle procedure amministrative per l’acquisto del materiale e con i tempi dilatati di spedizione» spiega Cau «la ditta che produce i filtri speciali è asiatica e purtroppo sta tardando a inviarci il materiale già richiesto». I solleciti sono continui , ma anche dopo l’arrivo e l’installazione delle “barriere” ci saranno altri tempi tecnici da rispettare prima che Odontoiatria possa tornare a lavorare a pieno regime.
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