Legionella, secondo morto in pochi giorni

1 Novembre 2020

Il decesso all’ospedale di Pescara: la vittima, 76 anni, aveva importanti patologie. Attesa per i risultati delle indagini

ORTONA . Seconda vittima della legionella a Ortona, la terza se si considera che nei giorni scorsi un anziano alle prese con il batterio è deceduto con il Covid-19. E il Comune attende di conoscere ufficialmente i risultati delle indagini effettuate da Asl, Arta e Istituto superiore di sanità. L’ultima persona venuta a mancare con la legionellosi è un 76enne che rientrava nell’elenco dei nove casi registrati sul territorio negli ultimi tempi e che hanno fatto scattare l’allarme in città. L’uomo, S.V. le sue iniziali, aveva però importanti patologie pregresse: è deceduto all’ospedale di Pescara.
Questo lutto va ad aggiungersi a quello di qualche settimana fa, quando a perdere la vita è stata una donna di 61 anni, anche lei con serie patologie. Nei giorni scorsi, poi, la notizia della morte di un altro 76enne ortonese, ricoverato all’ospedale di Chieti per legionellosi e deceduto con il coronavirus.
Un’emergenza per la quale si attende di conoscere i reali motivi. In merito il sindaco Leo Castiglione nelle ultime ore ha fatto delle precisazioni. «In queste settimane abbiamo lavorato in prima linea insieme a Asl, Arta e Istituto superiore di sanità. Dopo i campionamenti e le indagini approfondite che sono state svolte, siamo in attesa dei risultati ufficiali sia da parte dell’Agenza regionale per la tutela dell’ambiente che dell’Istituto superiore di sanità», ha tenuto a sottolineare il primo cittadino. Al momento quindi non c’è alcuna comunicazione ufficiale se non sui riscontri degli ulteriori controlli effettuati dalla Sasi. Quest’ultima ha fatto sapere, infatti, l’esito delle analisi aggiuntive a quelle già svolte periodicamente, commissionate proprio in seguito alle diagnosi di legionella. In particolare, dopo aver già comunicato all’Istituto superiore di sanità che gli esami sulla sorgente e su diversi punti di campionamento erano nella norma, sono negativi anche i risultati sul serbatoio della Gagliarda che fornisce l’acqua al 90% del territorio comunale. «Quindi si ribadisce», hanno detto da Palazzo di città, «che la rete idrica è stata esclusa come possibile causa di trasmissione del batterio. Gli esperti dell’Iss si sono infatti concentrati sulle analisi delle torri di raffreddamento come possibile causa». Ma di ufficiale, al momento, non c’è nulla.
L’aspetto che fa ben sperare è un altro: «Mi preme sottolineare», ha concluso il primo cittadino, «che i casi sono circoscritti ad un periodo ben preciso e da allora non ce ne sono stati altri».
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