Legionella, terminati i controlli nelle case

21 Ottobre 2020

Ortona. Sale l’attesa per i risultati delle analisi che dovranno chiarire le cause dell’emergenza

ORTONA . Sono terminati ieri gli ultimi controlli nelle abitazioni delle nove persone di Ortona colpite dalla legionellosi. Campionamenti dell’acqua effettuati in più punti delle residenze dei malati. Lo speciale ufficio dell’Arta ha quindi tutti gli elementi da analizzare e che si spera possano essere la chiave per arrivare alle cause dell’esplosione di questa emergenza. Il sindaco Leo Castiglione è tornato a ribadire l’importanza della celerità negli esiti dei controlli per poter poi prendere eventuali provvedimenti, qualora questi si rendessero necessari. Anche l’Istituto superiore di sanità è stato chiamato in causa per fronteggiare questa situazione. Lunedì, infatti, tre dottoresse hanno effettuato sopralluoghi nelle abitazioni delle persone colpite dal batterio ma anche in alcune realtà produttive del territorio, perché in casi di cluster come quello ortonese, non localizzato, l'indagine deve essere a 360 gradi. A questo proposito non va tralasciato nemmeno il controllo sugli impianti di areazione e le torri di raffreddamento.
I casi di legionella sono stati finora nove, suddivisi tra Fontegrande, Villa Caldari, Rogatti, il centro urbano e Gagliarda. Una donna di 61 anni è purtroppo deceduta, ma aveva anche patologie pregresse. La nota lieta è che ormai da qualche giorno non emergono nuovi casi, aspetto che fa ben sperare. Ma il livello di guardia resta alto e finché non ci saranno gli esiti delle analisi sarà difficile poter avere un quadro chiaro della situazione.
Proprio l’Istituto superiore di sanità, che sta indagando sulle cause di quanto accaduto, nei mesi scorsi ha pubblicato un documento che fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relative alla prevenzione, controllo e gestione del rischio legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza Covid-19. «In questo periodo, infatti, il ristagno dell’acqua e l’uso saltuario di alcuni impianti, potrebbero determinare un grave rischio per la trasmissione della legionellosi», si legge nella guida datata 3 maggio in cui vengono fornite alcune indicazioni utili. Tra la popolazione nei giorni scorsi si è creata una vera e propria psicosi, tanto che c’è stata una corsa all’acquisto delle confezioni d’acqua. Ma la malattia non si trasmette da persona a persona e viene contratta per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente legionella. Le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide. (a.s.)
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