Legionella, tre notti di super bonifica

7 Luglio 2016

Coinvolti quasi 400 pazienti, la Asl fa distribuire a tutti bottiglie di minerale, piazzato un serbatoio per l’emergenza

CHIETI. Acqua vietata nei reparti e tre notti di super bonifica per debellare la legionella dal policlinico. Sono quasi 400 i pazienti interessati, ai quali si è cercato di venire incontro in ogni modo possibile. Soprattutto attraverso la distribuzione gratuita di bottiglie da un litro e mezzo di minerale. Così come sono state distribuite taniche per uso igienico, mentre per esigenze di tipo sanitario è stato messo in funzione un serbatoio esterno assicurato dalle ditte che gestiscono l’impianto idrico dell’ospedale. Lo shock chimico per abbattere il livello del batterio consiste nell’immettere nella rete idrica perossido di idrogeno e ioni argento nelle ore serali, dalle 20 alle 8 del giorno seguente.

L’operazione è partita la notte appena trascorsa durante la quale nessuno ha potuto utilizzare il sistema idrico dell’ospedale, con la sola eccezione degli sciacquoni del wc. L’intervento è già stato effettuato il primo luglio nella palazzina M dove si trova la cardiochirurgia. Ieri notte il programma è ripreso con i corpi G, H, I, che, ospitando il reparto di Malattie infettive. Questa notte sarà la volta dei livelli che vanno dal decimo al quattordicesimo e dei corpi A, B, C, dove si trovano reparti importanti come Medicina e Ostetricia.

Ma la maggior parte dei reparti sarà coinvolta domani notte, quando si partirà dal nono livello a scendere dei corpi A, B, C, D, E, F, O. Avendo frazionato l’intervento questa volta non ci sarà bisogno dell’intervento dell’autobotte della Protezione civile Valtrigno, che la priva volta, a giugno scorso, aveva rifornito reparti con taniche di 30 litri trasportate dai 12 volontari intervenuti. E mentre il direttore generale Pasquale Flacco minimizza parlando di «intervento nella norma», il direttore del presidio ospedaliero, Giuseppe Mariotti, ammette che si sta cercando di fare di tutto per non creare disagi ai pazienti. «L’esperienza insegna», dice Mariotti, «e dopo la prima volta in cui abbiamo fatto questa operazione in una sola notte in tutto l’ospedale, questa volta abbiamo deciso di creare pochi disagi, scomponendo l’intervento».

Nei reparti interessati dallo shock chimico appaiono cartelli della direzione ospedaliera con su scritto che “è assolutamente vietato usare acqua per bere, per lavarsi e per qualunque altro uso”. Viene poi specificato che si può utilizzare solo lo sciacquone del water. Al personale ospedaliero, invece, è stata distribuita una nota più dettagliata con obblighi e divieti dove viene riportato il numero telefonico da chiamare per l’approvvigionamento idrico (67914) e viene fatto obbligo di garantire nelle aree interessate l’accessibilità in tutti i locali dove sono presenti terminali idrici. “eventuali porte chiuse”, si avverte, “saranno aperte forzatamente”. Successive analisi dell’Arta e dell’università di Tor Vergata diranno se lo shock chimico è stato sufficiente o meno.