Legnini e il rischio frane in città: «Serve subito un nuovo piano»

Il commissario post terremoto e all’emergenza di Ischia interviene dopo l’allarme lanciato da Ferrara: «Ne ho già parlato con il sindaco, finora solo interventi parziali: occorre il sostegno delle istituzioni»
CHIETI. «Per Chieti c’è bisogno di un nuovo piano per il contrasto al dissesto idrogeologico. Ed è anche urgente». A dirlo è il commissario per la ricostruzione post terremoto e commissario all’emergenza idrogeologica di Ischia, Giovanni Legnini, che interviene in questo modo nel corso della trasmissione di Rete8 “I fatti e le opinioni”, rispondendo a una domanda del direttore Carmine Perantuono. «Chieti è un territorio a forte rischio idrogeologico, ed è noto da decenni», sottolinea Legnini, «è stato già attuato nel corso degli anni un piano consistente contro il dissesto, ma quegli interventi si sono rivelati parziali». Il commissario si riferisce al piano per il risanamento della collina teatina, chiamato Progetto Chieti, che ha stanziato, su interessamento dell’onorevole Giovanni Pace a ridosso degli anni Duemila, 20 miliardi di vecchie lire.
I lavori sono stati portati a termine e i soldi spesi ma i problemi legati alle frane in città non sono finiti. «C’è la necessità di varare un nuovo piano di contrasto e mitigazione del dissesto idrogeologico», ribadisce Legnini, «ne abbiamo già parlato con il sindaco Diego Ferrara. Purtroppo il problema non è solo di Chieti e per fortuna nel Pnrr sono appostate risorse significative e importanti, anche se non sufficienti. Il sindaco Ferrara», conclude il commissario, «merita il pieno sostegno delle istituzioni, affinché si possa mettere mano a un piano serio per la città di Chieti».
Una vicinanza che rincuora il primo cittadino, ospite anche lui in trasmissione, che intanto continua a seguire da vicino i problemi del territorio comunale, partendo da quelli di Santa Maria. Per la zona – dove sono stati evacuati diversi palazzi, di cui uno, il Trinchese, è stato già abbattuto e un altro, il Panoramico, sta per esserlo – Ferrara ha deciso di interessare sia la Protezione civile che i geologi dell’università d'Annunzio.
«Lunedì scorso c’è stata l’ultima riunione tra gli esperti dell’ateneo e i tecnici del Comune», fa sapere il sindaco, «i nostri tecnici hanno messo a disposizione dell’università i nostri rilievi e gli studi portati a termine. E adesso gli esperti della d’Annunzio, coordinati dal docente di geologia applicata Nicola Sciarra, hanno un mese per approfondire lo studio e riferire poi alla Protezione civile regionale che per conto proprio stava proprio monitorando la zona di Santa Maria, avendo visto che si tratta di quella più a rischio del territorio teatino». Il sindaco vuole però anche rassicurare i residenti: «Stiano certi», dice, «che quella zona è ipercontrollata sia da terra che dall’alto tramite satellite». L’anno prossimo, inoltre, partiranno i lavori per via Arenazze e via Gran Sasso con due progetti per complessivi 7 milioni di euro.
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