Legnini elogia il Polo del cuore «Un centro di grande qualità»

11 Aprile 2017

Il vice presidente del Csm visita con Paolucci la nuova struttura nata accanto al Policlinico E D’Alfonso rilancia il progetto Maltauro: «Sarà la gara a dire chi costruirà il nuovo ospedale»

CHIETI. Si muove sull’asse Legnini-D’Alfonso la difesa dell’ospedale di Chieti. La visita a sorpresa del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura al Dipartimento Cuore del Santissima Annunziata è la risposta indiretta alle polemiche sul presunto “scippo” di cardiochirurgia, sollevate da una parte dell’opposizione. Mentre sul progetto di finanza Maltauro il presidente della Regione ribadisce: «Chieti e il suo comprensorio hanno urgente bisogno di un nuovo ospedale».

LA VISITA DI LEGNINI. Accompagnato dall’assessore regionale alla programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, dal direttore generale della Asl Pasquale Flacco e dal management dell’azienda sanitaria, Giovanni Legnini è tornato per la prima volta, dopo l’inaugurazione, nella Palazzina M, ora pienamente operativa e con tutte le specialità a essa destinate. Partendo dalla Cardiochirurgia, il vice presidente del Csm ha visitato ambulatori, degenze, sale diagnostiche, blocco operatorio e terapia intensiva, passando poi per Cardiologia e Utic, Clinica neurologica e infine per l’Emodinamica, che sarà inaugurata tra qualche settimana non appena sarà completata l’installazione dei due nuovi angiografi appena acquistati. «Ho visitato il Dipartimento Cuore da cittadino e sostenitore istituzionale nel passato della realizzazione della palazzina M», commenta Legnini, «è stato fatto un lavoro straordinario: in un anno l’intera struttura è stata messa in condizione di piena operatività, ospitando eccellenze assolute che presentano ulteriori potenzialità da poter cogliere in futuro. Grazie alla dotazione tecnologica di altissimo valore, alla professionalità e capacità dei medici e di tutto il personale e al comfort alberghiero, l’ospedale di Chieti dispone di tutti gli strumenti per erogare prestazioni di grande qualità e in sicurezza, in special modo per le patologie cardiovascolari». La visita di Legnini spazza via, così, ogni dubbio sul futuro della cardiochirurgia teatina. «Legnini ha voluto vedere di persona cos’è oggi il Dipartimento Cuore e come è cambiato in un anno e mezzo», sottolinea soddisfatto Paolucci, «abbiamo portato a termine un grande lavoro, attivando 78 posti letto e una strumentazione avveniristica che ne fa una struttura d’avanguardia, che rappresenta un importante punto di forza nell’offerta sanitaria di questa regione. Mi sembra ridicolo», conclude l’assessore, «che qualcuno parli di trasferimenti dopo lo sforzo di questi diciotto mesi per riempire questo polo».

IL NUOVO OSPEDALE. L’altro nodo della sanità teatina riguarda il nuovo ospedale. «Dall’inizio della mia presidenza», interviene sul suo profilo facebook Luciano D’Alfonso, «sono state effettuate 15 riunioni interistituzionali, innescate dalla presentazione di una proposta di project financing da parte della Icm (l’associazione temporanea di imprese capitananta dal gruppo Maltauro, ndc) nell’aprile 2014, quando a capo dell’amministrazione regionale c’era Gianni Chiodi. Sono trascorsi tre anni dall’offerta senza che vi sia stata la volontà di dare una risposta in un senso o nell'altro. Chieti e il suo comprensorio hanno urgente bisogno di un nuovo presidio ospedaliero», rimarca il governatore, «poiché quello attuale presenta criticità strutturali verificate già nel 2012. Voglio subito rassicurare la comunità: non chiuderemo l’ospedale teatino, ma nella riunione del 13 marzo scorso si è deciso di avocare alla Regione la procedura in questione perché non è concepibile che, nell’arco di 36 mesi, un’amministrazione adita non riesca a determinare una risposta precisa ad un progetto, per quanto complesso, il cui termine perentorio è stabilito in 90 giorni». «L’orientamento di questa amministrazione, fatti salvi i limiti del diritto penale, è quello di verificare la resistenza di questa procedura e di aprire quella formidabile fase competitiva che è la gara», continua D’Alfonso, «sembra ci si dimentichi che il progetto verrà per legge sottoposto ad evidenza pubblica, quindi vince solo chi fa l’offerta migliore. D’altra parte, se si procedesse con modalità ordinaria ci vorrebbero decenni per arrivare al risultato concreto, come si rileva concretamente dalla storia degli ospedali pubblici non solo abruzzesi, anche considerata la complessità dell’opera. Noi invece vogliamo una competizione reale, che ci permetta di acquistare al prezzo minore possibile il prodotto migliore possibile. L’esito positivo per il privato è inevitabile, considerato che nessuno lavora per beneficenza. Ma sarà un privato generico, non necessariamente la Icm», precisa D’Alfonso, «che abbia il giusto guadagno dando alla parte pubblica ciò di cui ha bisogno in tempi rapidi e senza spendere un solo euro in più del necessario. Ritengo pienamente agibile lo strumento del project financing», conclude il governatore, «poiché esso non è un affidamento diretto senza gara».

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