Chieti

Legnini, primo mese da sindaco: «Lavoro 14 ore al giorno, con me operai già triplicati. Ricci? E’ come un fratello»

8 Luglio 2026

Chieti, l’ex commissario per la ricostruzione eletto lo scorso 8 giugno al ballottaggio. «Elezioni provinciali? Non corriamo, ora penso solo ai problemi della nostra città»

CHIETI. Legnini, è un mese che la vediamo ovunque. Perfino con il caschetto in testa, nei cantieri.

«Lavoro 14 ore al giorno per la città, non mi fermo mai».

Nemmeno per dormire?

«Dormo, dormo. La sera arrivo sfinito».

Ma la squadra che ha formato funziona?

«Benissimo, è un gruppo compatto e motivato».

Ma guardi che è stato uno dei suoi a mettere i bastoni tra le ruote, durante il primo Consiglio.

«Non è così. Ora le spiego».

Incastrare un appuntamento per intervistare Giovanni Legnini, sindaco di Chieti da un mese esatto, è come giocare allo sciangai. Lo è almeno in questi giorni, quando la nuova amministrazione si è liberata dai convenevoli rituali dell’insediamento e ha iniziato a carburare, mettendo in moto tutti gli attori, tutte le macchine, tutte le idee. Ci sono le trasferte romane, i conti da far quadrare, la squadra da guidare, sopratutto le promesse elettorali da mantenere. Su questo Legnini insiste: «Stiamo facendo quello che avevamo detto che avremmo fatto, o almeno ci proviamo su tutto». E in quel tutto c’è veramente un mondo: il dissesto finanziario, quello idrogeologico, i cantieri infiniti su cui il primo cittadino è stato granitico.

Sindaco, sui lavori pubblici è partito con il pugno duro.

«Ci sono questioni come quella del terminal di via Gran Sasso che sono incredibili».

Perché?

«Stiamo provando a convocare l’impresa che si è aggiudicata la realizzazione della scala mobile. Risultato? Non pervenuta!».

Ma le visite costanti e il confronto con le ditte, intanto, qualche effetto lo hanno dato.

«Sì. Nella maggior parte dei cantieri, il numero degli operai a lavoro si è raddoppiato o triplicato. È un dato».

Un approccio che forse è mancato alla precedente amministrazione.

«Il governo Ferrara ha intercettato risorse e avviato molti cantieri, questo è un merito. La gestione di questi cantieri è affidata innanzitutto ai dirigenti, i Rup, le imprese e i direttori operativi».

Ma serviva già da prima un maggiore controllo.

«Sicuramente si può esercitare un controllo, anzi si deve».

La preoccupazione maggiore?

«La scala mobile. E il terminal Gran Sasso è un problema».

Ma il nodo, lì, non sarà mica lo stretto di Hormuz.

«Sarebbe bello se a dircelo fosse l’impresa, che proveremo a convocare ancora nei prossimi giorni . Noi sappiamo che è in lavorazione, in Cina. E che va consegnata a novembre».

Ma così non sarà. O sì?

«Io sono come San Tommaso. Se non vedo, non credo. Dobbiamo capire se il cronoprogramma depositato è realistico».

In ritardo c’è anche il calendario degli eventi estivi.

«Non è così. La passata amministrazione non poteva occuparsene, noi ci siamo insediati meno di un mese fa e ci siamo messi subito al lavoro. Una delle manifestazioni più importanti, Chieti classica, è già in corso. Venerdì saprete tutto».

Una piccola anticipazione?

«Coinvolgeremo molte associazioni. Tanto cinema, tanta musica, in centro e allo Scalo. Vi piacerà, considerando i tempi strettissimi di cui disponevamo e le risorse esigue utilizzabili».

Il famoso “volano per il commercio”.

«Per il rilancio del commercio servono innanzitutto i parcheggi che sono in corso di realizzazione con problemi da affrontare e risolvere. Il commercio è una delle nostre priorità».

Spieghiamo meglio questo punto.

«Ho convocato, con l’assessore Chiara Zappalorto, le associazioni di categoria per un primo confronto lunedì prossimo. Siamo in estate, il nuovo programma prevede aperture e iniziative che animeranno il centro storico. Questo ed altro vogliamo condividere con loro».

A proposito, gli assessori come stanno lavorando?

«Benissimo, sono molto soddisfatto. Hanno una forte motivazione».

Ma sta monitorando il lavoro di tutti.

«Ognuno si muove con le proprie velocità, perché chi ha esperienza amministrativa può partire con immediatezza. I nuovi hanno iniziato a lavorare e a prendere consapevolezza dei tanti temi che dobbiamo affrontare ogni giorno».

La maggioranza è coesa?

«Certo».

Ma in questa orchestra perfetta, c’è stata una stonatura. Francesco Ricci ha tirato l’affondo già al primo Consiglio. Festa rovinata?

«No, è stata una festa. Una festa in cui Francesco Ricci ha ritenuto di dire quello che pensava. Libero di farlo».

Dica la verità: le ha dato fastidio.

«Francesco Ricci per me è come un fratello».

A maggior ragione, dopo vi siete chiariti. O no?

«Ci siamo parlati come ci parliamo sempre. Lui e Ferrara daranno un grande contributo al consiglio».

Va bene, allora parliamo della prossima seduta. Avremo le deleghe dei consiglieri?

«Ci sto lavorando ma non saranno annunciate tutte insieme. Man mano che i consiglieri mi esprimeranno la loro volontà, conferirò le deleghe. Il primo pacchetto lo comunicherò la prossima settimana».

Quando vi riunirete di nuovo?

«La settimana prossima si costituiranno le commissioni e si eleveranno i presidenti, poi al più tardi a inizio agosto terremo un nuovo consiglio. Stiamo lavorando sul Conto consuntivo, gli equilibri di bilancio e le linee programmatiche da presentare».

Su alcuni punti lei ha chiesto il confronto e la collaborazione dell’opposizione.

«Uscire dal dissesto è una priorità quindi si, su questo è altro continueremo a confrontarci e prima del prossimo Consiglio ci sarà un nuovo incontro».

In campagna elettorale lo ha detto più volte: subito una riforma della macchina amministrativa.

«Che procede, in due fasi. La prima è l’approvazione del Consuntivo di cui daremo conto al più presto. L’altra è la revisione del Piano assunzionale».

Tradotto?

«Entro agosto contiamo di licenziare una prima riorganizzazione a bilancio invariato, a organico invariato. Il minimo indispensabile per dare sostanza organizzativa all’ente. Poi lavoreremo più in profondità».

Palazzo d’Achille?

“Domani (oggi per chi legge, ndr) avremo un secondo confronto con l’assessore Luigi Febo e l’Ufficio speciale della ricostruzione per definire un cronoprogramma dei lavori. Ma ho dato già una prima indicazione».

Quale?

«Una radicale pulizia interna di tutto il palazzo. Ci serve una struttura pulita in cui poter accedere per progettare e poi avviare i lavori».

Lunedì si è rinnovato il Comitato ristretto dei sindaci. Un’anticamera per la corsa alle Provinciali?

«No, non corriamo. Sono felice del voto unanime ma sono totalmente assorbito dai molti problemi e obiettivi per la nostra città».

Non è un “no”.

«Per il momento non è assolutamente una priorità. Per la Provincia c’è tempo, la città chiede risposte e le chiede subito».

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