Legnini: «Questa città ha bisogno di un vero cambio generazionale»

Platea gremita da 200 persone per il convegno organizzato dal Comitato cittadino a palazzo De Mayo La frase chiave che colpisce il vice presidente del Csm è della giovane relatrice Benedetta Di Taranto
CHIETI. Ripercorrere e ricordare la storia della nostra città per proiettarla verso il futuro. Questo lo spirito di fondo che ha animato il convegno "Quale Chieti? La città tra passato e futuro" a cui ieri hanno partecipato oltre duecento persone, tutte a palazzo de' Mayo. Un momento di confronto organizzato dal Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti a cui ha introdotto Il coordinatore Giampiero Perrotti e a ha moderato il giornalista Luciano Di Tizio, che ha visto la partecipazione anche del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini. Che riprende le parole di una giovanissima relatrice, Benedetta Di Taranto, presidente del Collettivo studentesco Chieti che è stato in prima linea per raccogliere i pareri dei giovani su quale futuro per l'ex De Meis: «C'è bisogno di una staffetta generazionale, come giustamente ha detto Benedetta». Ma prima Paolo Rapposelli, cultore di storia locale e docente di scuola superiore e Stefano Campanozzi, tutor del dipartimento di architettura dell'università D'Annunzio. A intervenire è anche Gabriele Di Francesco, docente di sociologia alla D'Annunzio, che ripercorrendo il mito della fondazione cittadina, ripartendo dal significato dello "sguardo di Teti" e dell'immagine di Achille ricorda che «lo spazio esiste perché se ne ha memoria» essendo necessario recuperare «spazi socio-vitali». Ci sono anche i contributi di Giorgio Aldo Pezzi, reggente del soprintendente all'archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo Francesco Di Gennaro con il dottor Giuseppe Di Girolamo e Paolo Maranca, direttore centrale Governo del patrimonio dell’Agenzia del demanio, con un progetto pilota per Chieti: «Un qualcosa a cui ha creduto per primo Giovanni Legnini. In primis il polo unico delle amministrazioni della caserma Berardi, nella quale fra qualche mese inizieremo a vedere le prime betoniere» ricordando il recupero di edifici pubblici come anche quelli dell'ex ospedale militare e della caserma Rebeggiani: «Con la razionalizzazione degli spazi dei patrimoni pubblici e l'annullamento degli affitti pagati dallo Stato, ci sono stati dei risparmi importanti. Arrivando a poter paracadutare su Chieti fino a 40 milioni di euro». Poi il progetto per la caserma Bucciante «ormai in fase di decollo» aggiunge proprio Legnini, che continua: «Grazie a questi processi si trasferirà anche la facoltà di Archeologia a Chieti Alta». Arrivano anche i contributi di Anna Crisante, giornalista e componente del Comitato, che apre ad altre esperienze di città italiane risorte, come Matera, scelta colme città europea della cultura 2019. A spiegare come ciò sia stato possibile c'era l'appassionata Rossella Tarantino, manager sviluppo e relazioni della Fondazione Matera-Basilicata 2019. Ma prima la Di Taranto, che fa eco a Maranca: «Non cadiamo nella nostalgia. Noi giovani possiamo essere fulcro di una città viva e vissuta da tutti».
E infine il vicepresidente del Csm, che riporta il dibattito sull'importanza di investire sui beni archeologici del Paese e della città, rievocando la Costituzione: «Non affidiamoci ai miti e agli dei, ma alla volontà popolare. Sperando anche nella buona politica».

