Lei lo denuncia per le botte Lui non versa più l’assegno

Cupello, l’uomo allontanato da casa dal giudice dopo i maltrattamenti in famiglia non dà più i soldi necessari per il mantenimento dei figli. La moglie: «Aiutateci»
CUPELLO. Due mesi fa il Gip del tribunale di Vasto, su richiesta del procuratore capo Giampiero Di Florio, dispose la misura cautelare del divieto assoluto di avere contatti personali e telefonici con moglie e figli, oltre ad avvicinarsi agli stessi luoghi abitualmente frequentati dalla donna. L’uomo, un trentenne di origine marocchina, ha dato una interpretazione particolare al provvedimento. A detta della moglie non manderebbe più il necessario per il mantenimento dei figli. La donna chiede aiuto ai giudici e al Comune e consegna al Centro un accorato appello.
«Ho bisogno di aiuto», dice, «da qualche sera mi hanno anche staccato la luce. I miei figli non vanno a scuola a Vasto perché non ho possibilità di pagare l’abbonamento del pullman da Cupello. Dal momento dell’allontanamento, il padre non ha mai mandato soldi ai figli. Da tre mesi sto pensando da sola ai miei quattro bambini. Il loro padre ha comprato una macchina nuova ed è andato in Marocco due volte in due mesi. Io non voglio nulla per me, ma chiedo aiuto per i miei figli. Non ce la faccio a vedere soffrire i bambini. Spero che qualcuno possa aiutarli. Non è giusto che non possano andare a scuola». Piange la donna che per tutelare i bambini preferisce fornire solo le iniziali, J.A.. È disperata perché una bambina comincia ad avere problemi di salute. «Siamo senza luce e mia figlia soffre di forti allergie. Ha bisogno di farmaci e aerosol. Per favore aiutatemi. Non è giusto che i bambini paghino colpe che non hanno». La vicenda è l’epilogo di un travagliato menage. Tutto è cominciato quando la donna, esasperata dai maltrattamenti che subiva, si è rivolta ai carabinieri di Cupello. I militari l’hanno aiutata. «Sono stati dei veri angeli», dice J.A., assistita dall’avvocato Walter Pracilio. Ad agosto è arrivato il provvedimento della magistratura definito dal legale «provvidenziale». Il gip ha disposto l’allontanamento per evitare la reiterazione del reato e tutelare la donna e i suoi piccoli. Il marito non si è più avvicinato. «Però ha dimenticato di avere 4 figli e di dover provvedere al loro mantenimento. Ripeto, io non voglio nulla per me. I miei piccoli però è giusto che vivano una vita dignitosa. La legge prevede un assegno di mantenimento. Chiedo aiuto al Comune e a tutti coloro che possono aiutarmi a non fare ammalare i miei figli», conclude la mamma disperata.
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