Lesioni e violenza sessuale, arrestato 48enne

21 Gennaio 2024

Lanciano. L’uomo accusato di vessazione sulla moglie: «Oggi è il tuo ultimo giorno di lavoro, licenziati»

LANCIANO. «È il tuo ultimo giorno di lavoro qui, ti devi licenziare». Voleva disporre della vita e della libertà della moglie a suo piacimento, umiliandola sul posto di lavoro, minacciandola e picchiandola tra le mura domestiche. Un incubo durato circa tre anni, anche dopo la fine del matrimonio, che la donna ha avuto il coraggio di denunciare ai carabinieri. E venerdì i militari della stazione di Lanciano hanno arrestato O.V., operaio 48enne di origini siciliane, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere. La misura è stata disposta dal gip Massimo Canosa, su richiesta del procuratore Mirvana Di Serio, per i reati di lesioni personali aggravate e violenza sessuale. L'uomo è rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo.
I comportamenti vessatori del 48enne, già noto alle forze dell’ordine, andavano avanti dal 2021, quando la coppia, che ha due figli, era ancora sposata. Lui la sottoponeva a maltrattamenti, anche in presenza dei figli, la raggiungeva sul posto di lavoro e la apostrofava davanti al datore e ai clienti, le impediva di uscire con le amiche. Un marito-padrone che voleva disporre di lei come di un oggetto. Anche dopo la fine del matrimonio – si erano separati nell'agosto scorso – O.V. ha continuato a tormentarla, a seguirla sul posto di lavoro, minacciando di farle del male o di toglierle i figli. Una situazione che ha ingenerato nella 47enne gravi stati d’ansia e il fondato timore per la propria incolumità. La donna si è quindi rivolta ai militari della stazione di Lanciano che, in maniera rapida e scrupolosa, hanno raccolto gravi indizi di reato a carico dell’uomo. I fatti denunciati troverebbero riscontro nei referti medici, che testimoniano le lesioni, e nelle informazioni rese, in particolare, da familiari e amici della vittima. In qualche occasione anche il figlio più grande ha provato ad affrontare il padre. L'11 gennaio scorso sono intervenuti gli stessi militari nel locale in cui la donna lavora come cameriera: l'ex marito, accecato dalla gelosia, pretendeva che non lavorasse più in quel posto. All'uomo viene contestato anche il reato di violenza sessuale, per avere in un'occasione tentato un approccio con la ex. Il Gip ha accolto la richiesta della procura e ha emesso il provvedimento applicativo della custodia cautelare in carcere, riconoscendo il pericolo di reiterazione, nonché la personalità estremamente negativa del 48enne.
«L’attenzione dell’Arma nei confronti delle condotte che integrano il reato della violenza di genere è ai massimi livelli», sottolinea il comandante, maggiore Fabio Vittorini, «l'invito rivolto alle potenziali vittime è quello di denunciare o segnalare, riponendo fiducia nell'operato dei carabinieri». (s.so.)
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