Lettera aperta di Aceto per dare lo stop a Pescara

9 Marzo 2017

CHIETI. «Illustrissimo signor sindaco, il ruolo istituzionale cui sono stato chiamato e la professione che esercito da tanti anni nella città in cui sono nato, formato professionalmente e dove vivo,...

CHIETI. «Illustrissimo signor sindaco, il ruolo istituzionale cui sono stato chiamato e la professione che esercito da tanti anni nella città in cui sono nato, formato professionalmente e dove vivo, mi impegnano ad intervenire sulla problematica sollevata dalla Consulta clinica di primari e dirigenti medici dell'ospedale di Pescara circa la richiesta di trasferire Cardiochirurgia da Chieti a Pescara». Questo l'incipit di una lettera scritta al primo cittadino dal medico e presidente del consiglio comunale Liberato Aceto. Che prosegue: «Ritengo fuori luogo e strettamente campanilistica la richiesta fatta dai colleghi di Pescara, i quali cercano di favorire un vero e proprio colpo di mano ai danni della sanità teatina facendo leva su alcune criticità del nosocomio teatino quali la staticità di una parte dello stabile, l'ubicazione di alcuni reparti a conduzione universitaria e le norme attuative del Decreto ministeriale 2 aprile 2015 numero 70 avente per oggetto il regolamento per la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera». Aceto aggiunge, rivolgendosi ancora al sindaco: «Concordo con lei nel ribadire che l'ospedale clinicizzato di Chieti sia stato già candidato ad essere Dea di secondo livello anche in virtù della presenza dell’Università. La invito a sollecitare il manager della Asl e l'assessore regionale alla sanità affinchè mettano in atto tutte le procedure necessarie per l'attuazione di quanto previsto dal Decreto Lorenzin. E' anche la storia sanitaria della nostra Città che reclama un tale ruolo! Non possiamo sottovalutare l'operato di tanti validi professionisti e cattedratici che hanno costruito una tradizione culturale e professionale di grande valore».(e.r.)