Lettera del manager: schiaffo a D’Alfonso

Asl, Zavattaro scrive al governatore e all’assessore Paolucci: mi dimetto per le vostre omissioni e le inerzie non casuali
CHIETI. Mi dimetto per le vostre omissioni e inerzie non casuali, scrive il manager della Asl. La lettera di Zavattaro è uno schiaffo a D'Alfonso e Paolucci. Sono appena due pagine, ma il loro effetto è un pugno nello stomaco del governatore e dell’assessore regionale alla Sanità. Il manager prima di fare le valigie si toglie la soddisfazione più grande di una carriera cominciata con la laurea alla Bocconi e giunta al bivio di Chieti. Da una parte, Francesco Zavattaro, aveva la strada di Sisofo, cioè restare alla Asl teatina con il terreno che gli brucia attorno. Dall’altra, l’uscita di sicurezza di siloniana memoria. Ha scelto la seconda via dando il benservito a Luciano D’Alfonso e a Silvio Paolucci con una lettera di cui ha parlato ieri mattina in conferenza stampa, senza svelarne i contenuti. L’ha invita il 19 maggio per ufficializzare le dimissioni «con decorrenza dal 13 giugno, precisando che tale volontà è subordinata sia all’esonero dai termini di preavviso contrattuale sia alla doverosa e preventiva definizione con atto formale del procedimento valutativo». In parole meno burocratiche quest’ultima frase significa che l’efficiente giunta regionale da nove mesi ha carte della pagella del manager. Ma non partorisce la delibera: «Tale anomala situazione», scrive Zavattaro, «ha ingenerato una condizione di grave incertezza derivante da una manifestazione di sfiducia nei miei confronti». I presupposti per una denuncia per omissioni in atti d’ufficio ci sono. Zavattaro non nega che la farà. Gli hanno fatto terra bruciata con un progetto preordinato? Chi può dirlo? Ma lui scrive che: «I dubbi hanno trovato parziale conferma nella estrema visibilità attribuita alle risultanze dell’attività ispettiva, di carattere routinario, svolta dal Mef, ed a quella conseguente, di controllo, eseguita dalla Corte dei Conti», su una gestione economica: «Già positivamente vagliata da codesta amministrazione», cioè dalla Regione. Lasciato solo dalla Regione– prosegue Zavattaro mentre elenca «le numerose criticità ed incertezze che, negli ultimi mesi, si sono accentuate» – solo ad affrontare problemi epocali per la Asl come i due corpi dell’ospedale costruiti con cemento impoverito e a rischio crollo. E accusato ingiustamente «di un generalizzato sistema di proroghe dei contratti di fornitura», quando invece: «negli ultimi cinque anni sono state bandite le gare su tutti i principali contratti». Arriviamo quindi allo schiaffo d’addio: «Le situazioni che precedono inducono lo scrivente a ritenere che le omissioni e le inerzie lamentate non sono casuali». D’Alfonso risponda, il silenzio non è degli innocenti.

