Lettera sospetta al sindaco, indaga la Digos

Gli investigatori stanno cercando di risalire al mittente: «Potrebbe essere un uomo in difficoltà»
CHIETI. Sul plico con la lettera insanguinata inviata al sindaco Diego Ferrara è al lavoro la Digos della questura teatina. «Al momento non abbiamo rinvenuto alcuna fattispecie di reato, stiamo comunque approfondendo il caso», dice il vice questore Coriolano Conte, dirigente della Digos, «stiamo traducendo in maniera più precisa i diversi fogli scritti in tedesco. La traccia di sangue potrebbe far pensare che la persona si trovi in stato di pericolo». A quanto si è capito l’autore del plico potrebbe risiedere nella Svizzera tedesca. A questo punto la questura teatina dovrà interessare l’Interpol per fare chiarezza sul caso. Sulla busta non c’è mittente, ma all’interno, tra i tanti fogli presenti, c’è un nome e cognome, con tanto di fotografia fotocopiata, che ricorre più volte. Il nome è italiano, ma probabilmente si tratta di un emigrato in Svizzera o in Germania. I tanti scontrini fotocopiati presenti nel plico sono relativi a negozi svizzeri. Sul perché l’uomo abbia deciso di chiedere aiuto al sindaco di Chieti – tra l’altro ipotizzando erroneamente che la città fosse in provincia di Pescara – è ancora mistero.
Gli agenti della Digos teatina pensano che l’uomo si trovi in stato di difficoltà. Magari può aver subito una truffa, cosa che farebbe pensare alle fotocopie di scontrini inserite nell’incartamento e al fatto che ci siano anche fotocopie di libretti di circolazione di un’auto, un’Alfa Romeo che dai primi controlli risulta demolita.
Anche il sindaco Ferrara ipotizza che si tratti di una persona che ha bisogno d’aiuto. Avrebbe cestinato il plico, se non fosse riuscito a leggere la frase «aiutatemi a calmarmi». L’incartamento è stato ricevuto mercoledì scorso in Comune. Conteneva 15 fogli costituiti da fotocopie di lettere scritte a mano, fotocopie di scontrini, di carte di circolazione di un’automobile, pubblicità di attrezzi e, in mezzo a una carta da pacco regalo ripiegata più volte, attaccata con dello scotch, una penna e un pezzetto di carta con una striscia fatta di gocce di sangue. (a.i.)
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