Lezione in classe di “didgeridoo”

Marco Ferrante incanta i bimbi con l’antico strumento aborigeno
CHIETI. Una lezione di musica che gli scolari non dimenticheranno: vibrante e coinvolgente come l’antico strumento importato dagli aborigeni dell’Australia, proposto da Marco Ferrante, 36 anni, una laurea in Ingegneria conseguita all’università di Bologna, ora consulente ambientale e musicale.
L’evento è stato promosso dalla Scuola dell'Infanzia di Via Arenazze, Istituto comprensivo 2, diretto da Giovanna Santini, in occasione della settimana dell'Unesco " Decennio dell'Educazione allo sviluppo sostenibile (Dess) 2005-2014 " la grande campagna lanciata dalle Nazioni Unite per sensibilizzare giovani e adulti di tutto il mondo verso la necessità di un futuro più equo ed armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta. Ospite dell’iniziativa Marco Ferrante operatore del Centro culturale “Spaziopiù Pescara", che ha presentato ai bambini uno strumento molto particolare, il "didgeridoo", strumento antichissimo a fiato e a percussione realizzato con il tronco cavo di un albero (spesso di eucalipto) strumento suonato con la tecnica della respirazione circolare. Seduti in semicerchio attorno all’insolito musicista che ha vissuto per mesi in una tribù aborigena sotto la guida di uno shamano, i bimbi di tre, quattro e cinque anni sono rimasti incantati dalle vibrazioni regalate da quello strano strumento che «respira note» e diffonde serenità. «Una esperienza formativa unica» sostiene l’insegnante Franca Sbaraglia «che i bambini hanno apprezzato moltissimo».(y.f.)

