Lezioni ferme ma tornano a Chieti, 2 denunce

24 Marzo 2020

Studenti universitari bloccati dai carabinieri: nei guai per aver violato le norme sugli spostamenti

CHIETI. Sono tornati a Chieti anche se l’università è chiusa e le lezioni sono bloccate da fine febbraio. Due studenti della d’Annunzio sono stati denunciati dai carabinieri del maggiore Massimo Capobianco con l’accusa di aver violato il decreto del governo che vieta gli spostamenti ingiustificati per evitare il rischio di contagio da coronavirus. Nei guai sono finiti una ragazza toscana di 21 anni e un 24enne residente nel Vastese: segnalati alla procura per l’articolo 650 del codice penale, adesso rischiano l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro. I ragazzi sono stati fermati dai militari dell’Arma domenica mattina, a poca distanza dai loro alloggi. Hanno provato a farla franca dicendo di essersi allontananti dalle rispettive città di residenza per motivi di studio. Ma la giustificazione non ha retto, considerando che l’ateneo d’Annunzio ha sospeso ormai da settimane tutti i corsi e gli esami.
C’è tolleranza zero da parte delle forze dell’ordine dopo l’ulteriore stretta arrivata con l’ordinanza di domenica pomeriggio, emessa dai ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute Roberto Speranza. Il provvedimento «fa divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasportato pubblici o privati in Comune diverso da quello in cui si trovano», salvo che «per compravate esigenze lavorative», di «assoluta urgenza» o per «motivi di salute». Proseguono anche i controlli della polizia di Stato e della polizia municipale con posti di blocco in tutta la città e verifiche a tappeto anche su chi va in giro a piedi. Nella giornata di ieri, i vigili urbani della comandante Donatella Di Giovanni hanno controllato 31 persone e 15 attività commerciali: nessuna denuncia.
Ma la città come sta rispondendo? «La stragrande maggioranza dei cittadini rispetta le regole: sono orgoglioso di loro», dice il sindaco Umberto Di Primio. «Proprio per evitare qualsiasi spostamento, abbiamo deciso di confermare la chiusura del cimitero fino al 3 aprile. E nessuno dovrà fare le file negli uffici per pagare le tasse comunali: l’invio delle bollette è stato rinviato. Il consiglio resta quello di sempre: rimanete a casa e, se siete costretti a uscire, rispettate la distanza di sicurezza di un metro». (g.let.)