Libro scritto a 18 mani durante l’isolamento

Da un progetto di scrittura collettiva è nato “Abbracci sospesi”, racconto di 9 autori nella Fase 1 Covid
LANCIANO. Un racconto scritto a “18 mani” nei giorni dell’isolamento forzato per il coronavirus. Si intitola “Abbracci sospesi” il progetto di scrittura collettiva che ha coinvolto nove autori, alcuni alle primissime armi. Un’idea nata sui social quasi come un passatempo o un tentativo di socializzazione nel periodo della clausura forzata in casa a causa del Covid. Ma a prenderla sul serio sono stati proprio i nove scrittori: c’è chi fa l’avvocato, chi il commerciante, chi l’arbitro di pallavolo, e mai avrebbe pensato di scrivere un libro.
A lanciare l’idea a fine marzo, sul gruppo Facebook “L’angolo dell’anima”, è stato lo scrittore-poeta Alessio Vittorio Di Meco, che ben presto ha ricevuto altre adesioni. «In quei giorni di lockdown», racconta Di Meco, «si susseguivano applausi, balli e canti sui balconi. “Io scrivo”, mi sono detto, e così ho lanciato l’idea. Mentre componevo la prima parte della storia, sono arrivate le adesioni, 16 inizialmente. Poi siamo rimasti in nove a passarci la palla: i miei compagni di avventura mi rispedivano il pezzo e io lo inviavo all’autore successivo, scelto casualmente. Mettere insieme nove menti non è facile, ma il racconto scorre fino alla fine». Oltre a Di Meco, gli autori sono Monica Bono, Francesco Angelucci, Walter Di Gregorio, Tonino Di Toro, Vittoria de Cecco, Pietro Angelo Di Ienno e da Toscana e Sardegna Paola Piera Capuzzi e Vito Prisciano. «È stata una manna dal cielo», dice Angelucci, avvocato, «in quei giorni eravamo depressi e chiusi in noi stessi. Ci ha messo a duro confronto con la nostra solitudine del momento. Io non avevo mai scritto nulla in vita mia, ma mi sono lasciato andare». «Ognuno ci ha messo qualcosa della sua vita», conferma Di Toro.
Il racconto è una parodia del Covid, in cui si ritrovano i rapporti personali interrotti, la negatività di comportamenti improntati a egoismo, avidità e falsità, il mancato rispetto per il pianeta. Gli abbracci, poi, sono la forma affettiva che è mancata a tutti durante la quarantena. «Gli autori hanno saputo rinunciare a qualcosa delle proprie peculiarità stilistiche per partecipare al progetto unitario», sottolinea il professor Pietro Verratti, «e ci ricordano che l’amore, i sentimenti veri, salvano il mondo». Il libro è edito da Nuova Gutemberg, parte del ricavato andrà in beneficenza all’associazione “Gli amici di Marcello”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

