Licenziata ingiustamente torna al suo posto

27 Marzo 2016

Mozzagrogna, la sentenza del giudice Di Stefano annulla la decisione del gestore di Villa Felicia

MOZZAGROGNA. Licenziamento illegittimo; la società dovrà riassumere la dipendente allontanata o risarcire il danno versandogli un'indennità pari a quattro mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi e rivalutazione monetaria sino al saldo.

E' la decisione del giudice del lavoro Cristina Di Stefano che ha annullato il licenziamento di Claudia Stefania Corcoz cittadina romena sposata con un italiano che vive a Sant'Eusanio, per 5 anni ausiliaria assistente agli anziani presso la struttura di Villa Felicia a Mozzagrogna, di cui è rappresentante legale Adelio Cianfrone.

Il rappresentante legale della struttura nel febbraio 2015 aveva licenziato la donna contestandole comportamenti contrari ai doveri inerenti il suo lavoro.

Nello specifico non avrebbe rimosso la padella sanitaria ad un'anziana nonostante quest'ultima avesse ripetutamente suonato il campanello e non avrebbe cambiato il pannolone e messo a letto un'altra anziana. Azioni che avrebbero leso irrimediabilmente ogni rapporto fiduciario tra le parti e che avrebbero portato al licenziamento. «Nell'impugnativa» spiega l'avvocato di Corcoz,Consuelo Di Martino (nella foto) «è stata contestata la legittimità del licenziamento, con testimonianze che hanno ricostruito i fatti accaduti in modo diverso da quanto affermato dall'imprenditore ed, in ogni caso, lamentando la sproporzione della sanzione comminata. Da qui la richiesta dell'annullamento del licenziamento e la reintegra nel posto di lavoro».

.Il giudice ha accolto la tesi difensiva della lavoratrice e ha quindi dichiarato illegittimo il licenziamento.

Ha inoltre disposto l'annullamento, ha condannato la società resistente a riassumere la ricorrente entro il termine di tre giorni o, in mancanza, a risarcire il danno versandogli un'indennità pari a quattro mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi e rivalutazione monetaria sino al saldo e a pagare le spese del giudizio. (t.d.r.)