«Licenziate Del Vecchio» Ok dal Senato accademico

27 Giugno 2017

Il direttore generale sospeso ha rotto il vincolo fiduciario su quattro punti Alla seduta di ieri anche il sottosegretario Gozi per promuovere l’Europa

CHIETI. Ìl Senato accademico dà il via libera al licenziamento del direttore generale Filippo Del Vecchio, sospeso dalla magistratura lo scorso 13 marzo per sei mesi. Lo ha fatto ieri in una seduta che ha visto anche la presenza alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Sandro Gozi, arrivato a promuovere politiche di scambio europeo, a cominciare dall’Erasmus.
Il Senato aveva un solo punto all’ordine del giorno: il licenziamento del dg a cui ha dato l’assenso sulla base della relazione dell’avvocato di Roma Angelo Cliarizia. In 33 pagine l’avvocato incaricato dal rettore Sergio Caputi ha spiegato perché l’ateneo dannunziano dovrebbe mandare a casa il dg. La relazione è top secret ma si è riuscito a sapere che sono quattro i punti sui quali l’avvocato ha rintracciato un comportamento di Del Vecchio che viola il vincolo fiduciario che, da contratto, è alla base del rapporto di lavoro di un direttore generale di università. Si tratta della convenzione tra Ateneo e Provveditorato alle opere pubbliche (che fu alla base dell’esposto in procura del professor Luigi Capasso che poi ha dato il via all’inchiesta per falso e abuso), della gestione della vicenda Ima (l’indennità mensile di ateneo tagliata da Del Vecchio ad agosto del 2014), del ricorso illegittimo a due graduatorie per promuovere 19 persone (atto che ha dato il là alla protesta del personale mai sopita) e dell’attivazione di un procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente mai avviato da Del Vecchio per cui il decano Michele Vacca ha invece avviato nei suoi confronti il procedimento disciplinare.
Partendo dalla convenzione per la ex Bucciante, l’avvocato nota come Del Vecchio si sia difeso dall’accusa di aver falsificato lo schema di convenzione (che di fatto era diverso da quello voluto dal cda dell’Ateneo), parlando di una disattenzione. Ma questa disattenzione su un argomento tanto caldo, di cui si è discusso a lungo in Cda, secondo l’avvocato può essere vista come una grave mancanza che compromette la fiducia nel dg. Per l’Ima non è tanto la decisione di tagliarla che viene contestata a Del Vecchio, quanto il fatto di non aver rimediato dopo che il giudice ha sentenziato che doveva essere ripristinata, facendo sì che venissero promossi altri due ricorsi, con tanto di spese legali addebitate all’Università, quando invece, da contratto, avrebbe dovuto promuovere atti conciliativi e riparatori. Da direttore generale Del Vecchio avrebbe dovuto anche essere il garante della legittimità amministrativa dell’Ateneo, cosa che non è avvenuta con le promozioni dei 19, che revisori e Avvocatura hanno dichiarato illegittime. Infine c’è il provvedimento disciplinare mai applicato.
Ora la palla passa al Consiglio d’amministrazione. (a.i.)