Liceo musicale, la Regione dice no al Galilei e al De Titta

28 Dicembre 2017

LANCIANO. Non ci sarà l’indirizzo musicale negli istituti superiori di Lanciano. La Regione ha deciso di non assegnare il nuovo corso di studi a nessuna delle due scuole in lizza, il liceo delle...

LANCIANO. Non ci sarà l’indirizzo musicale negli istituti superiori di Lanciano. La Regione ha deciso di non assegnare il nuovo corso di studi a nessuna delle due scuole in lizza, il liceo delle scienze umane De Titta e lo Scientifico Galilei, lasciando le cose come stanno, ovvero con un unico indirizzo musicale in provincia di Chieti, assegnato da qualche anno al Mattioli di Vasto. Tra i due istituti si era creato attrito sulla presentazione delle domande: da un lato quella del De Titta, che ha caldeggiato la richiesta con la presenza di strumenti musicali e aule.
Dall’altro il Galilei il cui vice preside Carlo Orecchioni, che è anche assessore al bilancio del Comune, era presente al voto in giunta per una delibera tuttavia non necessaria per l’iter burocratico richiesto dal Miur. La Provincia aveva infine scelto lo Scientifico. Ma la querelle politica scatenata dalla guerra tra le due scuole cittadine non ha influito sulla scelta dell’Ufficio scolastico regionale e dell’assessore regionale all’istruzione Marinella Sclocco. Da tempo era nota in tutte le presidenze una circolare che consigliava alle scuole superiori di non inoltrare candidature per nuovi corsi, dal momento che bisognava regolarizzare prima la situazione attuale. A questa circolare si è aggiunta anche una specifica comunicazione del Miur che avvertiva del fatto che per l’indirizzo musicale fosse necessaria l’istituzione di un organico specifico, che in Abruzzo non c’è. «Mancano gli insegnanti», spiega l’assessore Sclocco, «era una cosa nota da tempo. Se il Miur mi inviasse un cospicuo numero di docenti, tanti quanti un indirizzo musicale richiederebbe, allora si potrebbe effettuare una scelta. Ma abbiamo da tempo le mani legate. Oltretutto esiste già un liceo musicale a Vasto, città vicina a Lanciano. Ognuno deve essere responsabile delle richieste che porta avanti. Tutti sapevamo che l’assegnazione di un altro indirizzo era un fatto molto remoto, non si poteva agire diversamente».
Per questo tipo di indirizzo scolastico, prosegue l’assessore, «ci vuole un numero di insegnanti addirittura maggiore rispetto a qualunque altro indirizzo perché i ragazzi devono poter scegliere tra diversi strumenti». Tutto tempo sprecato allora? «Vedremo cosa si potrà fare per il prossimo anno con la nuova dirigente di settore», continua la Sclocco, «stiamo lavorando alacremente, ma le difficoltà persistono». Lanciano rimane quindi a bocca asciutta. Resta l’amaro in bocca per la polemica politica scatenata da una vicenda, essenzialmente scolastica, in cui la politica dovrebbe restar fuori.
Daria De Laurentiis
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