Lido senza spiaggia «Pagateci i danni»

25 Marzo 2018

Casalbordino. Il sindaco Marinucci: qui ora solo macerie Febbo (FI): disastro annunciato, la Regione è assente

CASALBORDINO. Mareggiate ed erosione. Il mare è arretrato di qualche metro ma il disastro resta. Il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, è tornato sull’arenile davanti a quelle che il primo cittadino chiama «macerie provocate da dannosi e ininfluenti palliativi». Il mare ha ingoiato anche le dune. «Dove sono ora gli ambientalisti?», chiede il primo cittadino.
Il sindaco dichiara guerra alla politica delle promesse e valuta la possibilità di avviare richieste risarcitorie. «Se in località le Morge di Torino di Sangro», spiega Marinucci, «alzano le barriere frangiflutti, il mare e le correnti che arrivano da nord colpiscono il litorale vicino che è più vulnerabile. Quindi anche Casalbordino pretende dalla Regione le barriere», tuona Marinucci.
Al suo fianco si sono schierati i sindaci dell'Unione dei Comuni dei Miracoli: Pollutri, Scerni e Villalfonsina, rispettivamente Antonio Di Pietro, Alfonso Ottaviano e Mimmo Budano. Marinucci incalza: «Senza spiaggia non si fa nessuna pista ciclopedonale nota come Via Verde della Costa dei trabocchi», ripete perentorio.
Quello che è accaduto a Casalbordino alla vigilia delle vacanze pasquali per il consigliere regionale Mauro Febbo (FI) è un disastro annunciato. «La rabbia di Marinucci è legittima», dice Febbo accusando la Regione di essere stata assente nel programmare interventi seri e concreti. «Adesso è urgente mettere in campo una strategia seria, concreta e duratura», ammonisce Febbo. «Servono misure preventive certe per bloccare definitivamente l’erosione della costa. È insopportabile che l’economia turistica della Costa dei trabocchi, con le sue tante bellezze naturali, venga distrutta- Ho denunciato e sollecitato in più occasioni l’esecutivo regionale ad intervenire in maniera risolutiva», sostiene Febbo. «Ho chiesto un progetto serio e finanziamenti certi», afferma l’esponente forzista. «Purtroppo si è pensato solo a portare avanti l’inaugurazione-passerella del progetto di pista della Via Verde che oggi rischia di essere erosa totalmente dal mare ancora prima che inizino i lavori, figuriamoci se e quando vedremo la fine dei lavori».
La nota di Febbo termina con una dichiarazione di solidarietà ai sindaci e ai numerosi operatori turistici danneggiati». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.