Liomatic, dieci lavoratori a casa

13 Marzo 2015

Azienda dei distributori di caffè, parte il piano di licenziamento collettivo anche nella sede di San Salvo

SAN SALVO. Dramma occupazionale. 151 lavoratori della Liomatic. spa. rischiano il posto, nella sede di San Salvo su 61 sono 10 i lavoratori che saranno licenziati. «L'azienda», si legge in una nota firmata da Sergio Aliprandi (Filcams Cgil) e Sergio Magnifico (Fisascat Cisl), «ha avviato un percorso di licenziamento collettivo». I sindacati proclamano lo stato di agitazione. La Liomatic Spa, azienda che si occupa della distribuzione delle macchinette per il caffè in tutta Italia, ha cominciato a tagliare il personale il 9 settembre 2014. «L'azienda che ha sede a Perugia ha aperto una procedura di mobilità per riduzione di personale: 151 esuberi su 609 dipendenti a livello nazionale e sulla provincia di Chieti. Nel nord del Molise gli esuberi sono 10 su 62», raccontano Aliprandi e Magnifico. «I sindacati hanno dapprima fatto richiesta di una serie di dati (bilanci, ore di straordinario effettuate, piano industriale dell'azienda), dati che sono stati forniti con il contagocce e che a nostro parere non giustificavano l' esubero dichiarato», affermano i sindacati. «Nel frattempo purtroppo, i lavoratori vengono man mano licenziati con la consapevolezza di non poter accedere ad una mobilità indennizzata poiché l'azienda è configurata presso l'Inps come una società di venditori ambulanti e non come impresa commerciale, tanto meno la stessa società ha avuto la premura di variare tale impostazione in seno all'ente di previdenza nazionale», annotano amaramente Cgil e Cisl. I sindacati hanno suggerito alla Liomatic una serie di alternative quali la possibilità di fare la cassa integrazione in deroga per i primi cinque mesi del 2015 e nel frattempo adibire alcuni lavoratori a 'trasfertisti' per prestare la propria opera in sedi diverse da quella di origine; l'incentivo all'esodo di appena quattro mensilità e la trasformazione dei rapporti da full time a part time erano altre soluzioni finalizzate all'abbattimento dell'esubero. «Purtroppo l'azienda ha annunciato che avrebbe licenziato comunque i lavoratori anche se si fosse raggiunto un accordo sulla Cig in deroga. Storia di questi giorni è la trattativa fatta per la filiale di San Salvo che avrebbe dovuto utilizzare le alternative meno traumatiche ai licenziamenti», annotano con amarezza i sindacati. «L'azienda ha licenziato 2 lavoratori poco prima della trattativa indisponendo così il tavolo negoziale. Il capo del personale della società, Martina Galli, ha annunciato che entro il 14 aprile potevano seguire altri 7. Due sono stati fatti il 10 marzo». Filcams e Fisascat proclamano lo stato di agitazione. «Appare abbastanza chiaro ed evidente lo smembramento aziendale come scatole cinesi , cedendole ad aziende medie piccole del territorio», accusano Aliprandi e Magnifico. «Più che far fronte ad un esubero o ad un problema di incidenza del costo del lavoro sul bilancio appare verosimile che tutte le operazioni siano invece finalizzate a rendere la stessa società più snella e appetibile all'acquisto di terzi; è per questo motivo che i lavoratori sono sul piede di guerra».(p.c.)

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