«Liquidi nei terreni da più di 20 giorni»

Testimonianze-shock dei cittadini. Al via i controlli. L’azienda all’Arta: guasto alle valvole ma è materiale vegetale
LANCIANO. Duravano da oltre venti giorni gli sversamenti provenienti dalla centrale a biogas di Villa Pasquini, che hanno invaso tutti i terreni circostanti e impestato di un odore nauseabondo la zona immediatamente vicina all’impianto. Il periodo in cui datare l’incidente alla centrale a biogas, a pochi chilometri da Lanciano, è emerso a seguito delle prime indagini svolte sul posto dai carabinieri e dalle segnalazioni e testimonianze raccolte dall’associazione Nuovo Senso Civico, e inoltrate agli inquirenti nelle scorse ore. Alcuni proprietari terrieri hanno dichiarato di non lavorare più la terra da tempo, un mesetto circa, proprio a causa di quello sversamento anomalo e dell’odore terribile che ha comportato nella zona. L’azienda, sentita ieri dall’Arta che ha effettuato un’ispezione straordinaria, ha dichiarato che la fuoriuscita di materiale è dipesa da un guasto a due valvole pneumatiche comportando così il “troppo pieno” da una vasca di digestato liquido.
IL MATERIALE SVERSATO. Secondo quanto dichiarato all’Arta dal responsabile della centrale, il liquido fuoriuscito non sarebbe letame né si tratterebbe di liquami bovini. Il materiale cosiddetto “di digestione” dell’impianto, che non brucia biomasse ma ottiene biogas dalla loro fermentazione, sarebbe costituito, quindi, soltanto da “matrici vegetali” come mais, sorgo e triticale. I tecnici Arta hanno ispezionato la zona di stoccaggio delle biomasse e visionato il contenuto dei silobag aperti, constatando che si trattava dello stesso materiale dichiarato dal responsabile. Secondo quest’ultimo, infine, lo sversamento avrebbe comportato una perdita nei terreni tra gli 85 e i 100 metri cubi di digestato.
I DUBBI. Una delle prime domande che i residenti e i contadini della zona si pongono è perché l’incidente non sia stato dichiarato da subito alle autorità competenti. «Per legge», spiega il presidente di Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci, «i responsabili di una centrale di questo tipo devono intervenire con una serie di adempimenti e comunicazioni alle autorità competenti, tra cui anche il ministero dell’Ambiente, anche solo in caso di pericolo di incidente, figuriamoci se poi l’incidente è effettivamente avvenuto. Restiamo sconcertati», aggiunge Lanci, «dal fatto che il colloquio tra azienda e Arta sia stato fatto non coinvolgendo né la Asl, che pure era intervenuta ieri mattina sul posto, né l’assessorato alle Politiche ambientali di Lanciano». Ancora, resta da chiarire anche il quantitativo di materiale sversato. Se la perdita è avvenuta un mesetto fa la situazione a cui si sono trovati davanti ieri mattina Arta, Asl, vigili urbani e Comune, con i campi ancora visibilmente inzuppati e maleodoranti, è compatibile con i 100 metri cubi dichiarati dall’azienda?
IL COMUNE. «Abbiamo immediatamente avvisato il Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, ndc) e aspettiamo i risultati delle analisi Asl per intraprendere eventuali misure di sicurezza», spiega l’assessore alle Politiche ambientali Davide Caporale, «quello che è certo è che abbiamo urgentemente bisogno di una caratterizzazione dei luoghi per accertare con esattezza cosa è fuoriuscito. Vigileremo e monitoreremo la zona costantemente in questi giorni, proprio a tutela della salute dei cittadini».
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