«Liste d’attesa chiuse: è uno scandalo»

11 Giugno 2016

Cerulli (CittadinanzAttiva) attacca la Asl: c’è il sospetto che gli appuntamenti del Cup seguano criteri personalistici

CHIETI. La Asl di Chieti? Per Aldo Cerellulli, presidente regionale di CittadinanzAttiva è diventata «terra di nessuno».

La considerazione è scaturita dopo una serie di disservizi che si sono verificati in alcuni reparti del policlinico di Colle dell’Ara.

«Prima i pazienti oncologici non avvisati in toto della chiusura del reparto per il ponte del 2 giugno, poi il ritorno alla ribalta delle famigerate liste chiuse. O meglio, lo sbarramento delle agende di prenotazione nei vari reparti ospedalieri che, voglio ribadire» prosegue Cerulli «è illegale». Il responsabile di CittadinanzAttiva va giù duro su questo argomento: «Quando un utente si sente dire dal Cup che l’agenda di un determinato reparto è chiusa non deve fare altro che farselo mettere per iscritto dalla direzione generale della Asl (ammesso che ci riesca) e con quella dichiarazione andare direttamente dai carabinieri per presentare un esposto contro l’azienda sanitaria».

Cerulli snocciola altri «incomprensibili» provvedimenti adottati dai dirigenti della Asl per ovviare alle lunghe liste d’attesa in alcuni reparti.

«Prendiamo la Radiologia, per esempio» dice «che senso ha programmare solo 4 o 5 esami al giorno quando poi per smaltire le lunghe liste d’attesa la Asl predispone turni suplpletivi in regime di straordinario che gravano sulle casse dell’azienda sanitaria? Non sarebbe più logico aumentare il numero degli esami giornalieri portandoli direttamente a 10 o 15 senza ricorrere a un esborso extra per pagare chi li esegue? Il personale c’è e il reparto in diverse ore della giornata è deserto».

Ed è proprio sulla trasparenza assoluta delle prenotazioni che Cerulli esprime più di un dubbio.

«Son pronto a essere smentito o anche denunciato, ma il sospetto che le liste d’attesa vengano smaltite secondo criteri personalistici è molto forte» prosegue il responsabile di CittadinanzAttiva «dubbi che sono stati espressi da molti utenti e sui quali noi siamo pronti a fare luce. La macchina della prevenzione per le malattie gravi non può intopparsi di fronte alla disorganizzazione del servizio sanitario che nella provincia di Chieti naviga a vista e su delibere quanto meno discutibili». Intanto la signora Dora Di Renzo, moglie di un paziente oncologico al quale era stata negata una tac di controllo prima della visita in reparto programmata il 20 settembre e che si era rivolta al Centro per raccontare il suo problema è stata contatta dal Cup e rassicurata sulla possibilità di inserire il paziente nella lista d’attesa in tempo utile alle sue esigenze.