Lite moglie-suocera, ritirato un fucile

27 Aprile 2019

I carabinieri arrivano in una casa dopo la violenta discussione tra le due donne: requisita l’arma trovata in camera da letto

CHIETI. L’intervento dei carabinieri era stato richiesto per una lite in famiglia. Una donna e la suocera, in un appartamento alle porte di Chieti, si stavano picchiando per il più banale dei motivi: una finestra lasciata aperta. Ma, alla fine, ad essere denunciato è stato un uomo di 50 anni, rispettivamente marito e figlio delle due litiganti: i militari hanno scoperto che custodiva un fucile da caccia senza le necessarie prescrizioni. L’arma, infatti, era in camera da letto, vicino a un armadio, appoggiata alla parete. A quel punto è scattato il ritiro cautelativo: sarebbe stato troppo rischioso lasciare quel fucile, peraltro senza alcuna protezione, in una casa dove i dissidi sono ormai all’ordine del giorno e vanno avanti da anni.
L’episodio risale a qualche giorno fa. Una ragazzina, con l’aiuto della madre 49enne, decide di pulire l’appartamento della nonna di 83 anni, che vive al pianterreno della palazzina di famiglia. Le due iniziano a passare lo straccio a terra. Ma l’anziana, forse per dispetto, chiude continuamente la finestra lasciata aperta dalla nuora per fare asciugare il pavimento. Dopo qualche minuto, gli animi si riscaldano. La scintilla? La 49enne fa cadere gli occhiali della suocera. Lei giura di averlo fatto inavvertitamente, ma l’anziana la pensa in modo opposto. E dalle parole alle mani il passo è breve: le due donne, che da tempo immemore hanno un rapporto pessimo, cominciano a picchiarsi senza esclusione di colpi. Volano schiaffi e tirate di capelli, il tutto accompagnato da grida e offese. Uno dei figli dell’anziana, che abita a poca distanza, decide di telefonare al 112. Sul posto si precipitano i carabinieri di Bucchianico. La 49enne ha il volto arrossato, mentre la suocera si fa medicare al pronto soccorso di Guardiagrele per un dolore al fianco sinistro. Nei loro confronti non scatta alcuna denuncia: si tratta di un reato procedibile su querela di parte ed entrambe decidono di riservarsi eventuali denunce.
Dagli immediati accertamenti avviati dai militari viene fuori che il capo famiglia detiene nell’abitazione un fucile da caccia, regolarmente denunciato. È lo stesso 50enne ad accompagnare i carabinieri in camera da letto, dove custodisce l’arma. Ma questa, in realtà, è praticamente alla portata di tutti i componenti della famiglia. Così come le cartucce, che si trovano in un armadio non blindato. Per il padrone di casa, il pomeriggio si chiude con una denuncia a piede libero alla procura di Chieti per omessa custodia di armi. Il fucile e le munizioni, invece, vengono ritirati in via precauzionale, considerando anche i sempre più frequenti litigi tra i familiari. Ora l’uomo rischia di finire sotto processo.