Lite sul nuovo ospedale: «Sì al progetto in periferia»

Lanciano. Paolucci (Libertà in Azione): il posto giusto è a Villa Elce-Sant’Onofrio La richiesta dell’opposizione: solo così è un punto di riferimento per il Sangro
LANCIANO . «L’ospedale deve essere in città, ma a Villa Elce-Sant’Onofrio». È il gruppo di opposizione Libertà in Azione a tornare sulla questione della localizzazione del nuovo Renzetti. Lo spunto lo dà la visita fatta giovedì scorso nel presidio dall’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì, che ha annunciato la volontà di lasciare l’ospedale di Lanciano, anche il nuovo, come centro di riferimento del comprensorio (dea di 1° livello) senza accorparlo con Vasto, ma non ha confermato la scelta di costruirlo nell’area attuale. Mentre il direttore sanitario regionale Claudio D’Amario ha parlato di ospedale nuovo nella zona dell’obitorio, come indicato dal consiglio comunale, l’assessore ha precisato che c’è «una commissione tecnica, in Regione, che sta valutando se le ipotesi di localizzazione dei nuovi ospedali che saranno costruiti a Lanciano, Vasto e Avezzano rispettino i requisiti di legge e gli standard indicati dalle nuove normative».
«Questa affermazione ci lascia ben sperare anche per il nostro nuovo Renzetti», dicono Tonia Paolucci e Riccardo Di Nola, consiglieri di Libertà in Azione, «perché la scelta del sito in centro città non è mai stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale, ma dalla maggioranza. Qualcuno forse fa un po’ di confusione con le carte: lo scorso giugno è stato votato all’unanimità un ordine del giorno, trasmesso in Regione, in cui si chiede di restituire al Renzetti la dignità che merita: ristrutturazione e adeguamento della struttura, delle attrezzature e assunzioni di personale. Un ospedale di contenuti e non un mero contenitore».
Per i due consiglieri invece il nuovo ospedale deve essere spostato nella zona di Villa Elce-Sant’Onofrio, «per non ingolfare il centro città» e «per diventare reale presidio sanitario di riferimento del Sangro. Un ospedale che sarà di 1° livello perché lo prevede la legge: le patologie tempo-dipendenti, infatti, impongono come tra Chieti e Vasto ci debba per forza essere un presidio in grado di prendere in carico, stabilizzare e trattare i pazienti in condizioni critiche». Libertà in Azione poi richiama alle loro responsabilità il sindaco Mario Pupillo e l’assessore Verì: «Pupillo», precisa, «si attivi con il suo partito che governa l’Italia, per sensibilizzare il ministero sulle problematiche della sanità su questo territorio. Verì deve mantenere l’impegno preso con i medici del Renzetti non solo sulle assunzioni e sul nuovo ospedale, ma soprattutto sulla manutenzione straordinaria della struttura attuale con i fondi del Recovery Plan. La riqualificazione dei vecchi padiglioni infatti ci consegnerà delle strutture adeguate per implementare l’assistenza distrettuale e territoriale in genere, vera chiave di svolta della sanità del futuro. Ci auguriamo che a Lanciano non restino solo le briciole dei finanziamenti disponibili».

