Lite sulla commissione: Pompilio è la presidente

Forgione chiede un parere al ministero e mette fine allo scontro sull’elezione Il ministero: «L’incarico alla consigliera comunale di opposizione è valido»
CHIETI . Il capogruppo di Azione Politica, Serena Pompilio, può legittimamente svolgere il ruolo di presidente della commissione Statuto e regolamento. A dirlo questa volta non è solo la diretta interessata con il resto dei gruppi di minoranza, ma il prefetto Armando Forgione che parla previo parere del ministero dell’Interno. La lettera a firma di Forgione è arrivata lo scorso 27 maggio a tutti i capigruppo di minoranza – oltre Pompilio, Mario De Lio (Udc), Bruno Di Iorio (Di Iorio Sindaco), Giampiero Riccardo (Italia Viva), Maurizio Costa (Forza Chieti), Carla Di Biase (FdI) e Mario Colantonio (Lega) –, inviata per conoscenza anche al sindaco Diego Ferrara e al presidente del consiglio comunale Luigi Febo. I capigruppo di minoranza si erano rivolti al prefetto sull’elezione di Pompilio alla presidenza della commissione, che generalmente va a un componente della maggioranza se questa ha la forza di eleggere un suo rappresentante. Non è stato questo il caso, poiché si è spaccata tra due candidature e alla fine è stata eletta presidente la capogruppo di Azione Politica. Febo ha però sostenuto che Pompilio, essendo un esponente di minoranza, non avrebbe potuto essere a capo della commissione, visto che alle opposizioni sarebbe spettata la sola presidenza di quella “Controllo e garanzia”. Le opposizioni hanno sostenuto il contrario e così si sono rivolte al prefetto perché chiarisse la questione.
A tempo di record Forgione ha chiesto un parere al ministero dell’Interno che ha risposto altrettanto velocemente. È stato confermato che Pompilio può legittimamente assumere l’incarico alla presidenza. «Il suddetto dicastero», scrive infatti il prefetto, «ha espresso il proprio parere al riguardo, ritenendo valida la nomina del presidente della commissione in oggetto, anche alla luce del fatto che nessuna norma del regolamento sembra, comunque, limitare la presidenza in favore della minoranza solo alla commissione Controllo e garanzia». Pompilio incassa la vittoria e rilancia sottolineando come era stato richiesto l’intervento del prefetto «per porre fine ai sistemi antidemocratici adottati al Comune di Chieti da parte di chi evidentemente era contrariato da una nomina non voluta e nell’assoluto silenzio del sindaco Ferrara. Ancora una volta una figuraccia per questa amministrazione comunale, che persevera con comportamenti ostruzionistici anche di fronte alle risultanze elettive più palesi ed elementari. Un brutto esempio di mancanza di democrazia e di signorilità di chi non sa vincere (con riferimento al rispetto dovuto nei confronti di chi ha avuto un percorso elettorale comune) ma non sa nemmeno perdere accettando elegantemente i riscontri delle elezioni. Un sentito ringraziamento», conclude, «va al prefetto di Chieti che in tempi brevissimi ha posto fine ad una diatriba che di certo non fa onore alla città di Chieti, consentendo il legittimo percorso della commissione».
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