Lite tra vicini di casa, il processo è da rifare

5 Agosto 2020

Casalbordino, la Corte di Cassazione annulla le prime condanne dopo nove anni: il caso riparte dall’inizio

CASALBORDINO . Le testimonianze non sono attendibili, per questo la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna. Torna davanti al tribunale di Vasto la vicenda giudiziaria di due uomini di Casalbordino condannati nel 2018 per lesioni a causa di una lite tra vicini di casa. Soddisfatto l’avvocato degli imputati, Marco Fanghella, che ora si prepara a riprendere la battaglia legale. I sui clienti F.V., 69 anni, e D.V., 30 anni, furono condannati prima dal giudice di pace di Casalbordino e poi dal tribunale di Vasto a una pena pecuniaria di 600 euro, al risarcimento del danno alla parte lesa e a una provvisionale di duemila euro. La vicenda risale al 2011: all’origine del contenzioso c’è una perdita di acqua in un condominio. Per quella perdita F.V. e D.V. vennero alle mani con un vicino di casa. Al termine di una lite finita a calci e pugni, i rivali si denunciarono a vicenda.
«I miei clienti», racconta l’avvocato Fanghella, «finirono davanti al giudice di pace con l’accusa di percosse, minacce e ingiurie. Il rivale si costituì parte civile. I miei assistiti furono condannati per lesioni». L’avvocato presentò ricorso e gli imputati vennero giudicati dal tribunale di Vasto: fondamentali furono le dichiarazioni delle persone chiamate a testimoniare. Dopo le prime condanne, gli imputati hanno deciso di rivolgersi alla Suprema Corte che ha dato loro ragione. Alla base della decisione della Cassazione ci sono tre particolari: le contraddizioni di un testimone poi deceduto; le dichiarazioni fatte da un’altra testimone che riferì ai giudici ciò che aveva sentito dire ma senza vederlo visto direttamente; il racconto della parte offesa che era a sua volta coinvolta in un procedimento e che quindi non avrebbe potuto testimoniare. Adesso, dopo nove anni, la vicenda dovrà ripartire da zero. (p.c.)