Litiga con la moglie e aggredisce il vicino di casa carabiniere: preso

Giuseppe Nardella, 33 anni, finisce in manette: ora dovrà rimanere lontano dalla casa familiare Il militare, libero dal servizio, era intervenuto su richiesta della donna e aveva allertato i colleghi
ARCHI. Litiga violentemente con la moglie e poi aggredisce un carabiniere intervenuto in aiuto della donna. Un 33enne di Atessa, Giuseppe Nardella, è stato arrestato l’altra notte dai carabinieri per lesioni, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
L’episodio è accaduto intorno alla mezzanotte di sabato in località Forca di Lupo, ad Atessa. Tra i coniugi scoppia una furibonda lite. Si azzuffano e urlano, tanto da attirare l’attenzione dei vicini di casa, tra cui un carabiniere libero da servizio, che allerta l’autoradio e i colleghi della stazione di Archi dove presta servizio. A un certo punto è la stessa moglie di Nardella, una 26enne, a chiedere aiuto al vicino per calmare il marito fuori di sé. Il militare si reca nell’abitazione della coppia e viene immediatamente aggredito dall’uomo. Il 33enne, in forte stato di agitazione, brandisce dapprima un grosso coltello da cucina verso il carabiniere e la moglie di quest’ultimo, intervenuta insieme al marito in aiuto della vicina. I due vengono minacciati di morte. Poi si scaglia contro il militare, spintonandolo e colpendolo con diversi calci e pugni. Lo afferra per il collo, graffiandolo in faccia, e gli morde il pollice della mano sinistra.
All’arrivo dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Atessa e della stazione di Archi, diretti dal capitano Federico Ciancio, continua perfino a minacciarlo di morte: «Lo devo ammazzare, se non ci riesco con lui ammazzo i figli». Per Nardella, già noto alle forze dell’ordine, scatta l'arresto in flagranza con le accuse di lesioni, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il 33enne, su disposizione del pm della Procura di Lanciano, Serena Rossi, viene portato in caserma e tenuto in custodia nella camera di sicurezza.
Il carabiniere aggredito viene trasportato con l'ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale di Lanciano: ha riportato cervicalgia post traumatica, escoriazione alla guancia, ferita da morso e altre lacero-contuse alle mani, contusione di una spalla e di una caviglia. La prognosi dei medici è di 15 giorni.
Ieri mattina l'arrestato, assistito dall'avvocato Paolo Di Ienno, è comparso in tribunale a Lanciano per il giudizio direttissimo. Non ha risposto alle domande del gip Massimo Canosa, che ha convalidato l'arresto e disposto l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alle parti offese, ovvero il carabiniere e sua moglie. Il difensore ha chiesto un termine a difesa: l'udienza è stata rinviata al prossimo 18 ottobre.
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