Litigi in reparto tra accuse e offese lanciate via mail

18 Giugno 2020

CHIETI. «Una situazione di lavoro altamente conflittuale con stato d’ansia costante». Alla fine del 2018 è una sentenza del tribunale del lavoro di Chieti a svelare i retroscena di un reparto di...

CHIETI. «Una situazione di lavoro altamente conflittuale con stato d’ansia costante». Alla fine del 2018 è una sentenza del tribunale del lavoro di Chieti a svelare i retroscena di un reparto di eccellenza come la cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti: in nove pagine si parla di liti tra medici per «l’organizzazione del lavoro», di mail con insulti al primario inviate per errore che dimostrerebbero «uno stato di forte disagio emotivo» e, poi, di dimissioni forzate, cioè presentate senza «capacità di intendere e di volere». Le invidie tra i medici della Clinica cardiochirurgica – «molto simili a beghe condominiali», difficili da comprendere «in un contesto di professionisti che hanno in maggioranza superato i 40 anni», come è stato costretto ad ammettere il primario Gabriele Di Giammarco in una lettera inviata al manager Asl – escono allo scoperto quando uno dei medici scrive una mail di servizio a un collega ma inserisce anche un’offesa al primario del reparto e, per sbaglio, invia tutto proprio al suo capo.
È solo la prima puntata di uno scontro che anima la discussione anche a livello politico. A inizio gennaio, infatti, scattano i blitz della finanza. A più riprese, le fiamme gialle arrivano negli uffici della Asl per indagare su cinque anni di forniture per Cardiochirurgia con il sistema delle proroghe di vecchi appalti. Gli investigatori acquisiscono documentazione e prendono a verbale, come persona informata sui fatti, il direttore generale Thomas Schael, nominato quattro mesi prima. Dopo il blitz di ieri, anche l’inchiesta sulle forniture si avvicina al capolinea. (g.let.)
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