Lo perseguita con messaggi hot: a giudizio

8 Giugno 2018

Rito abbreviato per la dipendente comunale accusata di stalking verso un uomo conosciuto in ufficio

CHIETI. Denunciata per stalking, andrà ora a processo con il rito abbreviato la dipendente comunale di 56 anni che, secondo l’accusa, perseguitava un uomo che aveva conosciuto nel suo ufficio in Comune dove lui era andato per risolvere un banale problema.
Lo ha deciso martedì il giudice per l’udienza preliminare del tribunale teatino accogliendo la richiesta di rito abbreviato avanzata dall’avvocato di lei, Stefano Azzariti. Secondo la ricostruzione della Procura, i due si erano conosciuti a gennaio scorso quando lui era andato in Comune per sbrigare una pratica.
A stare alle versione di lui, lei lo avrebbe perseguitato con messaggi, telefonate e persino appostamenti sotto casa. Fino a quando lui, stufo del comportamento ossessivo della donna, non l’ha denunciata per stalking.
La versione di lei è molto diversa: sarebbe stato lui a corteggiarla per primo e così sarebbe nata una breve relazione. Interrotta bruscamente sempre da lui, sposato e con figli. A questo punto la donna avrebbe iniziato a chiedere il perché di questo comportamento, spaventata anche dalle minacce ricevute di farle perdere il lavoro. E dunque le telefonate e i messaggi ossessivi non avrebbero avuto affatto l’obiettivo di riprendere la relazione troncata, ma quello di cercare spiegazioni e soprattutto di assicurarsi che non ci sarebbero stati contraccolpi lavorativi.
Quale delle due versioni sia vera lo deciderà il giudice nell’udienza fissata per il 24 ottobre.
La donna attualmente è soggetta alla misura del divieto di avvicinamento all’uomo disposto dal giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis e chiesto dal sostituto procuratore Marika Ponziani. L’ordinanza di De Ninis le ha imposto di mantenersi ad almeno 300 metri di distanza dall’uomo e le ha vietato qualsiasi comunicazione con lui. L’indagine sul caso di stalking al contrario, rispetto ai canoni tradizionali, è stata curata dalla squadra mobile guidata dalla dirigente Miriam D’Anastasio, chiamata a ricostruire i contorni di una relazione in bilico tra le ossessioni. (a.i.)
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