Lo Slai Cobas indice lo sciopero alla Sevel
ATESSA. «La parziale delocalizzazione delle produzioni di Psa in Polonia conferma la richiesta di chiarimenti produttivi dal nostro coordinamento indirizzata alla direzione Psa il 28 marzo 2018. Per...
ATESSA. «La parziale delocalizzazione delle produzioni di Psa in Polonia conferma la richiesta di chiarimenti produttivi dal nostro coordinamento indirizzata alla direzione Psa il 28 marzo 2018. Per tali circostanze, tuttavia, la direzione Sevel aveva sanzionato con un giorno di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, il nostro coordinatore provinciale». Lo dice il sindacato Slai Cobas Chieti che ricorda la causa per ansindacalità che pende sulla vicenda la cui udienza è fissata il prossimo 10 giugno nel tribunale di Lanciano. «La situazione produttiva italiana dell'intero gruppo Fca», dice il sindacato, «resta al di sotto delle aspettative delle vendite preventivati con notevoli ripercussioni occupazionali da Pomigliano, a Cassino, fino a Mirafiori». Intanto il sindacato ha indetto uno sciopero per sabato maggio nel turno di straordinario dalle 5,45 alle 13,45. Alla base della protesta c’è la condizione dei dipendenti Sevel: «I lavoratori», dice il sindacato, «sono i reali protagonisti del successo e dei profitti di Sevel, sono meritevoli del riconoscimento retributivo per la professionalità acquisita, mentre il contratto Fiat continua ad erogare un premio annuale, una tantum, subordinato all’efficienza da riduzione dei costi aziendali. La mancanza di innovazioni e modifiche impiantistiche per implementare la capacità produttiva, non possono continuare ad essere scaricate sugli operai, con strutturali turni mensili di straordinario». Criticato anche l’ingresso di giovani lavoratori con contratto a tempo determinato: «L’ingresso temporaneo dei precari non compensa le centinaia di fuoriusciti per pensionamenti e dimissioni volontarie». (d.d.l.)

