Lo spacciatore: ho roba spaventosa

Le intercettazioni chiave. Un cliente: droga troppo forte, non riesco a dormire
CHIETI. «È una cosa che non puoi capire, spaventosa. Buona, buona, buona. Dura una frega». Così Stanislao Elisii, il principale indagato dell’inchiesta dei carabinieri, si vanta al telefono descrivendo la qualità della cocaina che è capace di proporre sul mercato. Ma non può sapere che gli investigatori stanno ascoltando ogni sua conversazione. L’elevato grado di purezza della droga, come ricorda il giudice Luca De Ninis in un passaggio dell’ordinanza, è confermato da uno dei sequestri scattati durante l’indagine: il principio attivo dello stupefacente è risultato dell’86%. «Era poca, però era buona», dice uno degli acquirenti che avrebbe preferito una consegna più consistente.
Un altro cliente, invece, scrive un messaggio a Elisii alle due di notte per informarlo che la sostanza comprata è così «eccitante» da non fargli prendere sonno e da spingerlo a commettere azioni violente: «Compà, è bone ma non riesco a dormire. Non è per me, altrimenti faccio una marea di casini, prendo chi sai tu a cazzotti ai denti». Nelle ore successive il cliente in questione continua a inviare sms al suo pusher di fiducia, rimarcando ancora l’effetto dello stupefacente. In una conversazione dice che ha un mal di testa fortissimo e chiede di portargli una dose di hashish o marijuana per alleviare le conseguenze indesiderate della cocaina. È quasi una supplica: «Salvami, quello che puoi tenere, quello che puoi trovare. Porta una mano, così te la pago subito. Dai, ti aspetto a casa, va buò?».
Ma, a distanza di qualche giorno, il cliente si scaglia contro Elisii. Il motivo? Ha pagato la droga, ma la consegna non c’è stata. E allora partono minacce paradossali. Non ottenendo risposta, infatti, l’acquirente va su tutte le furie e si dice pronto a rivolgersi addirittura alle forze dell’ordine: «Una denuncia per furto non credo ti faccia bene», scrive in un messaggio, «domani vado. E non dire più ad altri che sono bastardi. Puoi anche rispondere. E stavolta non scherzo». Da questo momento in poi, i contatti tra i due si interrompono.
Non solo Guardiagrele: Elisii piazza le dosi anche nei paesi limitrofi. Qualche esempio? Un ragazzo di Fara Filiorum Petri, tramite un conoscente, si rivolge a lui per acquistare cocaina: polvere bianca per un valore di 80 euro da utilizzare quella sera durante la sua festa di compleanno. Nelle intercettazioni è ricorrente pure il nome di Carmina Ciarelli, detta Ambra, la fornitrice degli Elisii. Accade anche che Stanislao si lamenti con lei per la qualità della droga. L’indagata lo rassicura: «Mo me la magno viva, mo vedi», scrive in chat riferendosi alla persona che, a sua volta, le ha dato il carico. «Io ste figure con te non le voglio fa. Non succederà più». Subito dopo, Ambra cerca di riacquistare “credibilità” e propone una partita di cocaina da 45 euro al grammo, lodandone la qualità «fuori dal normale».
Nel 2019 Michele Ferrari, in un primo periodo intermediario degli Elisii, acquisisce un rapporto diretto come pusher per conto della Ciarelli. Così, in un’occasione, lamenta il calo di qualità dello stupefacente, che i suoi clienti addirittura chiedono di riportare indietro. Lei lo tranquillizza, dicendo di essere pronta a rimediare tanto da farlo «rimanere a bocca aperta». E così, dopo un’ulteriore consegna, Ferrari è finalmente soddisfatto: «Questa sì, non la devi cambiare però». In altre parole: chiarisce che avrebbe preso la fornitura solo se di qualità corrispondente a quella del provino. Ma, dopo l’ennesimo scambio con Ambra, Ferrari viene arrestato: è il 4 maggio del 2019 quando i carabinieri lo bloccano alla villa comunale di Guardiagrele dopo una fuga rocambolesca. Il cerchio si chiude ieri mattina, quando finisce di nuovo in manette. (cr.ch.)

