Lo stadio torna al Comune È nella devastazione totale

Scade oggi la convenzione con il Lanciano calcio 1920: riconsegnate le chiavi L’assessore Ranieri: «Sono avvilito, serviranno tanti soldi che oggi non ci sono»
LANCIANO. Lo stadio Biondi torna al Comune, ma a pezzi. Oggi scade ufficialmente la convenzione tra il Comune e il Lanciano calcio 1920 per la gestione dell’impianto, firmata nel 2018, ma già martedì sera la società dalla proprietà americana ha incontrato l’ente e riconsegnato le chiavi. «Sono avvilito, le condizioni dello stadio sono pessime e non imputabili credo solo alla gestione dell’ultimo anno. Serviranno centinaia di migliaia di euro per risistemarlo, soldi che non ci sono», commenta l’assessore allo sport Danilo Ranieri. «Faremo accertamenti tecnici, valuteremo le responsabilità e agiremo di conseguenza», precisa il sindaco Filippo Paolini.
LE CHIAVILa riconsegna delle chiavi dello stadio è avvenuta ufficialmente martedì sera. Per la società Lanciano 1920 c’era Tommaso Belfiore, mentre per il Comune l’assessore allo sport Danilo Ranieri, con l’avvocato Antonella Fantini. Presenti le forze dell’ordine. Una riconsegna che doveva segnare un nuovo inizio per il Comune, che poteva mettere a disposizione lo stadio con velodromo anche ad altre società visto che campi mancano e invece, si è trasformato in un incubo per le condizioni, pessime, in cui è. «Quando abbiamo iniziato il “giro” non credevo ai miei occhi», racconta l’assessore Ranieri. «Alla fine posso solo dire che sono avvilito, come cittadino, come sportivo e come assessore allo sport per le condizioni in cui è che, a parte il campo, non credo siano frutto solo dell’ultimo anno di gestione».
LA DEVASTAZIONEEntrando si nota subito il campo: una distesa incolta di erbacce color paglia, altissime. Delle porte restano i pali con parte delle reti. Dietro sono accatastate porte piccole rotte, sedie, coperture. Salendo le gradinate degli spalti ci sono calcinacci, crepe nei muri, rifiuti e ragnatele. I bagni allagati, l’allarme suona di continuo. «È drammatica la situazione», riprende Ranieri, «ma i danni che ci sono penso vengano da lontano. Ad esempio il locale caldaia è inaccessibile da tempo. Eppure la manutenzione delle caldaie faceva parte della convenzione. L’impianto antincendio è rattoppato con carta stagnola. Poi ci sono infiltrazioni, ferri sporgenti, sale impraticabili». Sul lato dei distinti a terra ci sono i segni di qualcosa di bruciato e i bagni sono ricoperti di erbacce. «Serviranno tanti soldi per sistemarlo», aggiunge l’assessore, «solo il campo è da smantellare e rifare. A questo punto potremmo pensare anche a un sintetico. Poi ci sono gli spogliatoi, le parti strutturali. Ma non abbiamo previsto soldi in bilancio per lo stadio perché pensavamo che la vecchia giunta Pupillo avesse vigilato in questi anni». Uno stadio che è già costato al Comune, per l’adeguamento alla serie B, più di un milione di euro. «Leggerò la relazione dell’avvocato Fantini», precisa il sindaco Filippo Paolini, «subito staccheremo le utenze, poi valuteremo il da farsi, magari un accertamento tecnico preventivo per capire di chi sono le responsabilità».
LA CONVENZIONE
Scade oggi la convenzione del 2018 tra Comune e Lanciano 1920 che era guidato da Fabio De Vincentiis. La società si accollava le spese per custodia, vigilanza, pulizia, manutenzione del manto erboso, manutenzione ordinaria, adempimenti in materia di sicurezza e doveva versare un canone annuo di 3.500 euro. La convezione doveva scadere a giugno 2020, ma nel 2019 l’ex giunta Pupillo l’allungò fino al 30 giugno 2022, nonostante i problemi sorti nel 2020.
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