«Lo stoccaggio del gas può risvegliare il movimento franoso»

Anche l’ex vice sindaco Di Federico boccia il progetto Di Giuseppantonio: niente pregiudizi, ci basiamo sui fatti
SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. «I pareri contrari della Regione, del Comune di San Martino e della stessa Provincia dovrebbero far riflettere, perché qui non ci sono pregiudizi ma constatazioni della realtà di fatto». Così il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, descrive la situazione alla vigilia del vertice tra sindaci oggi in municipio, a cui lui stesso parteciperà, contro il via libera del ministero dell'Ambiente al progetto di Gas Plus che intende ampliare i vecchi pozzi della Snam sotto la centrale di Colle di Paolo per farne il più grande serbatoio naturale di gas in Abruzzo.
«La Provincia», spiega il presidente, «per quanto destinata a cambiare profondamente volto in virtù della riforma, oggi come in futuro non potrà declinare la responsabilità di raccogliere le istanze dei Comuni e farsene coordinatore e portavoce nelle sedi istituzionali». Se il territorio sembra unanime nella battaglia contro l'impianto che da decreto ministeriale n. 165 (del 19 giugno scorso) potrà arrivare a causare terremoti di magnitudo 3.0 sulla scala Richter, come ogni sistema di serbatoi sotterranei di gas naturale, vuol dire che San Martino ha avuto successo nel far passare il suo messaggio. «Torniamo a fornire all'amministrazione», spiega Mauro Di Federico, vice sindaco nella precendente giunta comunale e oggi capo dell'opposizione, «tutta la nostra collaborazione. Si è parlato della frana di Colle Grande come uno degli ostacoli all'insediamento della centrale in versione Gas Plus», osserva, «e in effetti oggi nessuno può ragionevolmente escludere che alla base della recrudescenza dei sommovimenti che hanno distrutto un'intera frazione, vi siano stati cedimenti sotterranei nei bacini ex Eni. E senza considerare l'incidente del 2005, quando la conduttura principale venne fatta saltare da una frana nella zona, con fuoriuscita di gas». In Regione è stato dato lo stop al progetto per incompatibilità con il Piano della qualità dell'aria, visto che prima dell'immissione nella rete il gas va trattato chimicamente. Il sindaco Luciano Giammarino, che ha invitato i colleghi di Vacri, Casacanditella, Filetto e Fara Filiorum Petri, sottolinea che «a parte la scelta di San Martino, che ha puntato sull'ambiente al punto di sostituire il Piano regolatore con il Piano paesaggistico le ripercussioni delle attività di stoccaggio potrebbero anche pregiudicare l'investimento di quasi 1,5 milioni di euro che attravero una collaborazione con la d’Annunzio ci ha consentito di recuperare e mettere in sicurezza parte di Colle Grande».
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