Locali senz’acqua a Ferragosto
La protesta dei ristoratori rimasti a secco: «Danno per il turismo»
VASTO. Ferragosto amaro per diversi operatori turistici vastesi rimasti a secco. Diversi i ristoratori in difficoltà che, tra l’imbarazzo, hanno dovuto giustificare il disservizio alla clientela in sala. «È inaudito», protesta Nicola Fiore, titolare del ristorante San Marco a Vasto, «è assurdo che si lascino le attività commerciali senz’acqua il giorno di Ferragosto e nel periodo in cui si dovrebbe lavorare di più grazie al turismo. Vasto è, o dovrebbe essere, una città a vocazione turistica, ci vuole il nostro coraggio nel fare impresa in queste condizioni». Il ristoratore ha chiesto spiegazioni alla Sasi che ha risposto di non essersi accorta che si era chiusa una valvola. Ma la situazione non è certo tornata alla normalità. La protezione civile non ha potuto portare acqua perché, per farlo, sarebbe servita una procedura precisa con un’apposita autorizzazione. Diverse altre attività della città si sono trovate a gestire una situazione critica. E ora c’è chi annuncia azioni legali: gli operatori turistici sono intenzionati ad avviare una class action. «Paghiamo bollette salate e ci lasciano a Ferragosto senz’acqua. Non c’è neppure la giustificazione della siccità. A Ferragosto è piovuto. Così non si può più andare avanti», sbottano.
Non è migliore l’umore dei cittadini. Anche molti privati hanno trascorso il Ferragosto a secco. Il vicesindaco di Vasto Giuseppe Forte ha chiesto al vice presidente della Regione Giovanni Lolli, durante un incontro a Pescara, di accelerare le procedure d’appalto per gli interventi finanziati con oltre 6 milioni di euro. La Sasi è stata invitata ad avviare anche l’iter per 5 interventi sulla depurazione per i quali la Regione ha messo a disposizione 20 milioni. Nel frattempo, però, alla Sasi è stata chiesta una informazione più puntuale per evitare situazioni imbarazzanti e garantire quanto meno l’igiene e la salute. (p.c.)

